Caselli: «Ora sciogliete il consiglio comunale»
L'ex sindaco ha invocato in commissione l'articolo 143: infiltrazione mafiosa Chiesti chiarimenti alla giunta ma mancano i documenti: nuovo aggiornamento
La Commissione consiliare di controllo e garanzia brancola nel buio di atti sequestrati e solo in parte ricostruibili, di domande che ottengono risposte parziali o “non ricordo”. È abbastanza evidente che i temi tecnici e burocratici sono l'infinitesimale parte di quelli politici che saranno il piatto forte del consiglio comunale di stasera. E infatti è politica la dichiarazione di maggior effetto della serata, quella di Luca Caselli che “consiglia” al segretario comunale di «inoltrare dettagliata relazione su quanto sta accadendo al Prefetto. Qui per me ci sono tutti gli estremi per l'articolo 143 che prevede lo scioglimento del consiglio comunale e il commissariamento». L'articolo è quello che scioglie i consigli comunali per infiltrazione mafiosa. Ma non è dalla commissione di controllo e garanzia di ieri sera che possono scaturire prove certe. La discussione infatti si apre con la fornitura da parte del segretario comunale di un elenco dei documenti sequestrati dalla Polizia e Guardia di finanza, nelle sedi di Sgp, degli Uffici tecnici e del Comune. Elenco dettagliato ma vuoto di contenuti, perchè parte dei documenti (in particolare le delibere) sono da copiare e trasmettere ai componenti la commissione. E parte, come spiega il segretario, «non sono neanche più in possesso dell'amministrazione in quanto le cartelle complete sono state portate via dagli inquirenti». Restano quindi sul campo poche richieste di chiarimento, che impegnano l'amministratore di Sgp Corrado Cavallini e l'assessore al commercio Andrea Lombardi, che in realtà si trovava in ospedale per lavoro ma viene richiamato di gran corsa in commissione. A Lombardi, Luca Caselli pone le stesse questioni che hanno caratterizzato il suo colloquio con i magistrati nei giorni scorsi. Si parla quindi dell'autorizzazione a una pizzeria coinvolta nelle indagini su estorsione e corruzione, a occupare uno spazio rilevante in via XX Settembre durante le Fiere; della presenza di un video dedicato a un bar al centro a sua volta delle indagini sulla pagina Facebook del Comune; e infine e soprattutto del dehor che questo stesso bar conserva intatto sulla via che porta al palazzo Ducale, nonostante il diniego di Sgp alla sua permanenza. Dehor con una storia che comincia nel 2012: prima è una semplice occupazione di suolo pubblico, poi dovrebbe diventare una pedana con sedie invece si trasforma in una struttura fissa e coperta, che dovrebbe essere smantellata in novembre 2014 e invece c'è ancora. Il punto per ora sta tutto qui, ma Andrea Lombardi, assessore al commercio, preferisce non rispondere al momento. «Gli uffici stanno verificando tutto riguardo ai documenti sequestrati, che vanno dal 2008 a oggi. In una prossima commissione sarò preciso ma ora preferisco non approssimare». Si chiude con i chiarimenti a Giorgio Barbieri: l'indagine può influire sul concordato Sgp? Secondo Cavallini no: «Ormai la palla è in mano ai creditori e al loro voto. I segnali che abbiamo sono buoni, il piano è convincente, a fine ottobre si voterà e se arriverà l'omologa il futuro della società sarà tracciato».
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