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Dov’è il defibrillatore? Te lo dice una App

Dov’è il defibrillatore? Te lo dice una App

Duecento quelli disponibili sul territorio. A Modena si registrano in media due infarti al giorno

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A Modena ogni giorno due persone muoiono di arresto cardiaco. Per provare a salvarle bastano due mani e un breve corso di formazione, perchè non serve essere sanitari. Questa l'essenza di Mani per la Vita, la tre giorni di sensibilizzazione sulla rianimazione cardiopolmonare e sull'uso del defibrillatore, che si terrà da giovedì 15 a sabato 17 ottobre (Piazza Matteotti). In provincia di Modena sono oltre 2.500 gli adulti formati al centro Blsd per l’uso dei defibrillatori di cui 700 solo nel 2014. Per i giovani si parla di 12.650 studenti formati, soprattutto delle scuole superiori che l’anno scorso ha coinvolto 18 scuole, ovvero 123 classi e 2.683 studenti.

Esperti volontari della Croce Blu, della Croce Rossa, “Gli Amici del Cuore” e altre istituzioni coinvolte addestreranno alle manovre e all'uso dello strumento salvavita. Sono circa 200 i defibrillatori dislocati sul territorio modenese, di cui 31 donati dagli “Amici del Cuore”. Una mappa elaborata dall'associazione Conacuore a livello nazionale è inserita tra le mappe di Google e ne permette la localizzazione. È disponibile anche una app, “iDefibrillatori”, per individuare il salvavita più vicino in caso di necessità.

Per capire l’importanza della rapidità degli interventi sui cuori in crisi basta guardare i numeri. Il 70% degli arresti cardiaci avviene in presenza di chi potrebbe iniziare la rianimazione cardiopolmonare, ma solo nel 15% delle occasioni c’è il pronto intervento con manovre adeguate. Se la percentuale salisse al 60%, in Europa sarebbe possibile salvare 100 mila persone l'anno.

«La sinergia tra volontari, associazioni e istituzioni - commenta Gianni Spinella, presidente de Gli amici del cuore, una delle associazioni promotrici dell'evento - è la chiave per valorizzare un'alleanza che aumenti la rete del soccorso, unica terapia possibile per il rischio fatale di un attacco cardiaco o per la terribile esperienza della vita vegetativa».

Quest'anno l'attenzione è rivolta soprattutto alle scuole, con la richiesta a livello nazionale di inserire la rianimazione cardiopolmonare nel curriculum scolastico e il coinvolgimento a livello locale di studenti e docenti in piazza durante l'evento. «Dal 2007 - afferma Roberto Baccarini de Gli amici del cuore - abbiamo formato 12.650 studenti, soprattutto delle scuole superiori: i dati dell'ultimo anno vedono il coinvolgimento di 18 scuole, per un totale di 23 classi e 2.683 studenti».

«Sensibilizzare le persone è il modo migliore per spendere le nostre risorse - riassume Baccarini - In questo modo c’è anche un rilancio dei valori dell'altruismo, della solidarietà e del valore della vita all'interno della scuola».

Uno degli obiettivi primari dell'istruzione, d'altronde, è quello di formare cittadini consapevoli: questa l'opinione di Stefania Giovanetti dell'Ufficio Scolastico Provinciale: «Tra le competenze - dice - della cittadinanza ci sono quelle sociali e civiche, e la scuola deve esserne un catalizzatore».

«Vogliamo porre domande a chi passa - conclude la presidente del consiglio comunale Maletti - la cosa fondamentale è sapere cosa fare in caso di emergenza». «Le malattie cardiovascolari sono molto frequenti - conclude il sindaco Muzzarelli - L'obiettivo di questa strategia della prevenzione è quello di aumentare le conoscenze e di ampliare un programma già avviato».

Alessandra P. De Luca

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