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Emergenza vaccinazioni Modena sotto il minimo

di Saverio Cioce
Emergenza vaccinazioni Modena sotto il minimo

Il Ministero della Salute: per evitare contagi bisogna trattare il 95% dei bimbi In provincia alcuni distretti sono al 90%. Petizione on line di una mamma: fateli

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Lo chiamano effetto-gregge, per indicare la protezione che scatta su tutta la popolazione quando la stragrande maggioranza va a vaccinarsi e circoscrive la malattia. Ma per alcune patologie, soprattutto quelle più diffuse tra i bambini come il morbillo, la percentuale di bambini “protetti dal farmaco” è crollata in Italia ai minimi storici rischiando di far riesplodere malattie dimenticate ma sempre pericolose.

A dare l'allarme in questo senso è stato proprio il Ministero della Salute. Il calo di vaccinazioni in età pediatrica attesta nel 2014, a livello nazionale, si è scesi sotto le soglie di sicurezza stabilite nell'86% della popolazione per morbillo, parotite e rosolia e nel 95% per poliomelite, tetano, epatite B e difterite. E a Modena? I dati si riferiscono al 2014 e segnano già una media inferiore al minimo vitale. Nella nostra provincia i sette distretti sanitari presi tutti insieme arrivano a percentuale del 94,7% e in costante calo nell’ultimo decennio. Per il morbillo per esempio solo Sassuolo rispetta la soglia minima del 95% contro una media provinciale crollata al 90,4%. Le quattro vaccinazioni obbligatorie per l’età pediatrica, ovvero difterite, tetano, epatite B e poliomelite) i risultati peggiori ce li ha Carpi che appena al 90,6%.

Una mamma modenese, Alice Pignatti, ha promosso una petizione on line con lo slogan “Io Vaccino, no alla disinnformazione”. Il suo caso è esemplare. Lei, oggi residente a Cesena, è mamma di una bimba di pochi mesi. La piccola a 40 giorni è stata colpita dalla pertosse e ha dovuto subire cure pesanti per due mesi. “Prima dei cinque mesi non era possibile vaccinarla. La bimba è stata vittima di qualche virus portato da altri bambini. Chiedo che non vengano ammessi nelle scuole e negli asili i bebè senza certificati di vaccinazione»,

Paolo Trande (Pd), medico di professione, ha presentato sull'argomento una dettagliata interrogazione .

«La propaganda sui social network è fuorviante - dice in sintesi - Si prendono dati da una parte all'altra per sostenere una tesi preconcetta, quella della pericolosità dei vaccini che innescherebbero altre malattie. Le strategie di vaccinazione dal nostro sistema sanitario hanno mostrato negli anni la loro efficacia sino a far dichiarare come debellate dall’Oms alcune malattie un tempo endemiche e spesso letali come vaiolo e poliomelite.

L’Italia oltre tutto è stata la prima nazione a rendere obbligatorio il vaccino per l’epatite B con risultati così positivi da essere imitata da altre nazioni. A Modena che si vuole fare?»

Alcune posizioni sostengono che vaccinarsi non sia efficace, che serva piuttosto a foraggiare l'industria farmaceutica. Altre posizioni sostengono addirittura che i vaccini impediscano al sistema immunitario di difendersi autonomamente dalle malattie e che rappresentino piuttosto l'innesco di altre patologie: malattie autoimmuni, allergie, le morti in culla, e che possano essere responsabili di casi di autismo.

Per Lorenzo Di Maria, farmacista e referente per la rete delle farmacie private di Modena sulla questione, il rapporto rischi- benefici e tutto a favore delle vaccinazioni.

«Non c'è paragone - spiega - fra gli effetti dei rischi di contrarre alcune malattie e i rischi. Nelle complicanze del morbillo c'è la polmonite in 1 caso su 20, l'encefalite in 1su 2000, la morte in 1caso su 3000. Al contrario, il vaccino che copre da morbillo-parotite-rosolia può portare encefalite o reazione allergica severa in 1 caso su 1 milione».

«La vaccinazione - aggiunge - diffusa su tutta la popolazione garantisce una maggior protezione per tutti. È stato così per il vaiolo e si punta a breve a debellare la rosolia che se contratta in gravidanza porta in 1 caso su 4 forme congenite gravissime a livello fetale. Inoltre la vaccinazione garantisce una tutela sanitaria in contesti in cui ad esempio, i fenomeni migratori possono far riemergere patologie che si ritenevano ormai eradicate».

Ad associare l'autismo ai vaccini fu una ricerca del 1998, su Lancet; ma lo studio fu ritirato dallastessa rivista medica per le “gravi negligenze con cui era stato condotto dagli autori”.

«È diffusissima l'informazione alternativa che viene dai gruppi NO VAC - conclude Di Maria - ma è molto raro che in questi contesti si trovino dati, supporti scientifici a sostegno di tesi che hanno pochissimo di oggettivo».

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