Igiene mentale, nuovo reparto I parenti: vogliamo garanzie
L’ipotesi della chiusura del servizio Diagnosi e cura e la residenza psichiatrica mai realizzata. Queste le cause della protesta che i componenti dell’associazione “Al di là del muro” (che tutela i...
L’ipotesi della chiusura del servizio Diagnosi e cura e la residenza psichiatrica mai realizzata. Queste le cause della protesta che i componenti dell’associazione “Al di là del muro” (che tutela i malati psichiatrici e le loro famiglie) vogliono portare avanti e che potrebbe essere condita anche da azioni eclatanti, come, ad esempio, l’arrivo in pullman davanti alla Regione per ribadire che la residenza psichiatrica in città non può rimanere lettera morta e che il reparto di Diagnosi e cura del Ramazzini non può essere chiuso durante la ristrutturazione. Una protesta che vede la vicinanza dell’assessore alla sanità Daniela Depietri, la quale, se le promesse non verranno realizzate, si dice pronta a prendere il primo biglietto del pullman.
Il tema è affiorato chiaramente durante la presentazione della Settimana della salute mentale: il momento più importante si terrà giovedì 22 ottobre dalle ore 14.30 alle 18.30 con la tavola rotonda dal titolo “Superare la contenzione... E tu, slegalo subito”. A tal proposito è stato ricordato che il Diagnosi e cura di Carpi è l’unico, in regione, dove non si pratica la contenzione: una misura di civiltà. Altri dati: negli ultimi due anni 1625 persone si sono rivolte al servizio, sono 1370 pazienti in carico e 15.150 interventi domiciliari, i più alti di sempre. Il Diagnosi e Cura del Ramazzini conta 9 posti letto. Sono stati 103 i ricoveri degli ultimi sei mesi, dei quali 51 Tso e con durata media di 12 giorni. Le consulenze al Pronto soccorso ammontano, negli ultimi 18 mesi, a 875. Come conferma Rubes Bonatti, direttore del centro di salute mentale area nord, c’è «uno “tsunami di ritorno” del sisma, che sta producendo disastri a livello di relazioni sociali». Ieri i tecnici Asul sono arrivati al Ramazzini per le misurazioni del progetto di ampliamento del pian terreno dello stabile dove dovrebbero sorgere sia il Diagnosi e cura e la residenza e il numero dei posti letto ampliato a 15. I famigliari chiedono di stare vicino agli ammalati. Presto si terrà un incontro a tal proposito, il progetto sarà presentato dall’Ausl al Comune ad aprile 2016. I lavori potrebbero partire in estate.
Serena Arbizzi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
