“La prima, la migliore”: la guerra come storia di conflitti universali
BOLOGNA. Parlare del passato per parlare della contemporaneità. Questa la sfida lanciata dalla compagnia Berardi Casolari con “La prima, la migliore”, una produzione di Ert in prima nazionale. Lo...
BOLOGNA. Parlare del passato per parlare della contemporaneità. Questa la sfida lanciata dalla compagnia Berardi Casolari con “La prima, la migliore”, una produzione di Ert in prima nazionale. Lo spettacolo, in scena all'Arena del Sole di Bologna da questa sera a venerdì alle ore 20.30 (repliche sabato alle 20.00 e domenica alle 17.30), riprende il tema del conflitto tra l'individuo e la società, già affrontato dal duo con “In fondo agli occhi”, scorcio su un'Italia incrinata dalla crisi e umanamente disgregata. Questa volta il conflitto è di portata più ampia e sceglie come intima occasione di riflessione il centenario dallo scoppio della prima guerra mondiale. Sulle suggestioni del romanzo autobiografico di Erich Maria Remarque, “Niente di nuovo sul fronte occidentale” (1929), il duo apulo emiliano cura il testo e la regia di una nuova “tragicommedia all'italiana”, reinventando un genere che parte dalle sfortune dei singoli per unire la sofferenza alla risata. Lo spettacolo ibrida spunti autobiografici, letterari e storico-sociali generando così una messa in scena che procede dal contingente e dal circostanziale per raggiungere l’universale. Una sfida, o una scommessa, il cui esito non può lasciarci indifferenti.
Elena Carletti
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