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Modena

Stanze per gli studenti fino a 3 mila euro l’anno

di Marcello Radighieri
Stanze per gli studenti fino a 3 mila euro l’anno

Affitti che vanno da un minimo di 142 euro ad un massimo di 350 al mese Tanti i posti letto a Modena nei pressi delle facoltà, a Bologna prezzi più alti

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Essere uno studente fuori sede ha un suo costo. Un costo che, a Modena, si aggira sui 270 euro. È questo, infatti, il canone medio per una stanza singola, utenze escluse. Una cifra importante, certo – circa 3mila euro ogni anno accademico, senza contare agosto – che però sembra grossomodo allinearsi al dato nazionale. E che rimane comunque lontana dagli eccessi delle grandi città.

A Modena, infatti, si va da un minimo di 142 euro per una stanza in via Puccini – anche se, si specifica, è gradita la «settimana corta» - a picchi che superano quota 400. Ma nella maggior parte dei casi (il 55%) il canone d’affitto si colloca tra i 250 e i 325 euro.

Buona parte degli annunci è concentrata, manco a dirlo, nei pressi delle facoltà. E quindi soprattutto nel centro storico e nel quadrato compreso tra il Policlinico, via Emilia Est, via Vignolese e via Nuova Estense. Ma anche nei quartieri che si trovano esattamente a metà tra questi due poli – zona Musicisti e Sant’Agnese. Le differenze di prezzo, però, non sono particolarmente significative. Certo, dalle parti della Cittadella, così come nei dintorni di via Sigonio o di via Morane, l’affitto sembra leggermente più economico (circa 250 euro).

E certo, nella zona del campus universitario e vicino alla stazione dei treni le stanze sono leggermente più costose – in media 280-290 euro. Ma in generale si tratta di differenze di poche decine di euro, imputabili forse ad errori di rilevazione. Numeri comunque in linea con la situazione a livello nazionale.

Ad agosto l’Ufficio Studi di Immobiliare.it ha condotto una ricerca nei 15 capoluoghi con maggiore presenza di studenti fuori sede. La media tra i prezzi delle diverse città si ferma esattamente a quota 300 euro, con differenze molto marcate tra nord e sud e a seconda delle dimensioni della città. Nelle metropoli, come Milano e Roma, una stanza singola raggiunge prezzi esorbitanti.

Il capoluogo meneghino detiene ancora una volta il record, “migliorando” del 2% il dato 2014, complice probabilmente l’effetto Expo. Per aggiudicarsi una stanza servono in media 490 euro, con punte che sfiorano i 600 nel centro città. La capitale si piazza al secondo posto, a causa – spiegano sempre da Immobiliare.it – della sua «maggiore estensione territoriale». Per una singola “bastano” 415 euro, che diventano 500 nelle zone centrali. A seguire troviamo Firenze (365€), Torino (315€) e anche la vicina Bologna (330€), dove il mercato degli affitti è più attivo che mai. Ma è scendendo lungo lo stivale che si incontrano le città più economiche. Napoli si ferma infatti a quota 295 euro, Bari non va oltre i 255€ e Palermo e Catania sono addirittura date – rispettivamente - a 195 e 190 euro. Dati che vengono confermati periodicamente da diverse ricerche. E che fotografano un mercato che – per utilizzare le parole di Carlo Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it – «non conosce crisi». A differenza di quanto accaduto per le altre contrattazioni a carattere immobiliare, infatti, i prezzi delle stanze hanno non solo complessivamente tenuto, ma sono anche aumentati di qualche punto percentuale, come dimostrato anche in un recente studio targato “Solo Affitti”.

«Un’ulteriore prova della buona salute di questo business – spiega in merito Giordano – risiede nella stabilità del numero di stanze e posti letto disponibili, che non cala come sta succedendo, invece, a quello degli immobili offerti con contratti di locazione tradizionali a una singola persona o a una famiglia», che ha registrato una contrazione del 7% nel 2015. In effetti quello della coabitazione è un mercato che, a livello nazionale, vale quasi due miliardi di euro. E che è in gran parte sostenuto dagli oltre 200mila studenti fuori sede - a Modena sono circa il 20-25% degli iscritti. Ma negli ultimi anni sono aumentati anche i lavoratori più o meno precari che, a causa di retribuzioni non esattamente generose, cercano stanze in appartamenti condivisi. Un aumento della domanda di posti letto che, secondo alcuni esperti, potrebbe incidere non poco sui canoni futuri.

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