Il vescovo: ospiteremo profughi
L’annuncio di monsignor Castellucci: decine di soluzioni in canoniche e famiglie
Pronta la risposta del vescovo Erio Castellucci dopo il messaggio lanciato nei giorni scorsi dal prefetto Michele Di Bari che chiedeva maggiori disponibilità in termini numerici di alloggi da destinare ai profughi.
Alla domanda “che cosa può fare la Curia modenese per l’accoglienza dei profughi”?, il vescovo ha risposto a margine di un incontro organizzato dalla Fondazione San Carlo su giudizio divino e redenzione che aveva come ospite Giacomo Canobbio. «Abbiamo deciso di proseguire con il percorso di accoglienza accompagnata - ha detto il vescovo - che non si tratta solo di mettere a disposizione qualche spazio ma aiutare per quanto possibile queste persone ad integrarsi, educando anche le nostre comunità. Abbiamo già comunicato al Prefetto le nostre possibilità scrivendo una lettera». Castellucci ha fatto i conti: «Per ora siamo nell’ordine di diverse decine: stiamo verificando la disponibilità non solo delle canoniche ma anche delle famiglie, con possibilità di alloggio certamente in divenire. Abbiamo già fatto un primo censimento, il fenomeno è conti nuo anche per la prefettura alla quale comunicheremo in tempo reale come cambierà il nostro quadro di disponibilità, ampliando il numero dei posti. Ormai sono, appunto, diverse decine i posti disponibili in più».
Al momento, spiegavano in Prefettura la settimana scorsa, i migranti presenti sono 672 collocati in appartamenti e alcuni piccoli alberghi del territorio modenese. Da qui la richiesta di nuovi alloggi per il futuro, con il prefetto Michele di Bari che raccomanda siano utilizzati «solo quelli a norma».
Il tema degli alloggi per i migranti è stata l'argomentanzione della quale il rappresentante locale del governo ha discusso proprio col vescovo: «È stato un incontro molto utile - aveva spiegato il prefetto - perché ho incontrato un uomo molto attento agli aspetti pastorali, ma soprattutto molto sensibile dal punto di vista istituzionale. Del resto le istituzioni camminano insieme, anche con i sindaci che si sono dimostrati disponibili e questo modo di operare insieme penso sia la strada giusta». (d.b.)
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