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L’Ausl annulla il dibattito con Renato Curcio

L’Ausl annulla il dibattito con Renato Curcio

Il fondatore delle Brigate Rosse non sarà a Modena. Decisivo Stefano Bonaccini: «Della sua presenza non si sentiva bisogno». Annicchiarico: «Revoca opportuna»

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«Bene decisione Azienda Usl. Della presenza di Curcio a Modena non si sentiva alcun bisogno». Lo twitta il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, commentando la revoca dell'invito al fondatore delle Brigate Rosse che il prossimo 20 ottobre sarebbe dovuto essere a Modena per un incontro organizzato dall’azienda Usl.

È la notizia di ieri, dopo il botta e risposta dei giorni scorsi, quando anche dall’interno dello stesso Pd si è alzato il «no» all’opportunità di ospitare Curcio alla Settimana della Salute Mentale. Tra queste, appunto, anche il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, che ha fatto invertire la marcia al direttore generale Massimo Annicchiarico che per due volte negli ultimi giorni aveva difeso la bontà dell’iniziativa. Bonaccini e l’assessore alla sanità Sergio Venturi hanno invece calorosamente caldeggiato l’ipotesi contraria. Curcio, quindi, non verrà.

L'Azienda «facendo proprie le manifestazioni di disaccordo e di sensibilità espresse dalla comunità modenese di cui è parte, e che non intende ledere, ritiene opportuno revocare l'invito» spiega. La presentazione sarà sostituita da un dibattito sui temi di riabilitazione, recupero alla vita di comunità, lavoro in strutture sociosanitarie. Una decisione che, spiega l'Ausl, mira anche a «riportare al centro dell'interesse e della attenzione la Settimana della Salute Mentale, le finalità - di interesse della Azienda stessa, dei suoi operatori e riteniamo anche dei cittadini - che sono quelle di promuovere i temi della lotta allo stigma e dell'inclusione sociale per le persone con disagio psichico». Curcio, 74 anni, era previsto come ospite ad un dibattito martedì prossimo, 20 ottobre, al teatro “La Tenda” che doveva trattare il tema dei lavoratori del terzo settore, dove doveva presentare il suo ultimo libro, “La Rivolta del Riso”.

Il direttore generale dell'Ausl, Massimo Annicchiarico, aveva inizialmente dichiarato che «noi siamo un'azienda sanitaria, e non sta a noi esprimere giudizi. Vogliamo concentrarci sul tema del dibattito che ci è stato proposto da una cooperativa sociale». Nel dibattito domenica erano interventi anche gli organizzatori del dibattito (Aliante Cooperativa Sociale, Associazione Idee in Circolo, Associazione Insieme a Noi e Arci Provinciale Modena): «Uno stato di diritto onora e tutela la memoria delle vittime dei reati ma non esercita la vendetta - avevano scritto in una lettera aperta -, non crea riserve nelle quali confinare le contraddizioni: così è stato per gli ospedali psichiatrici e più recentemente per gli Opg. Solo così le ferite del passato, anche quelle più laceranti, potranno forse rimarginarsi nel corpo sociale che le ha subite».

Non è la prima volta che la presenza di Curcio viene contestata a Modena. Nel maggio del 2008 fu invitato a un dibattito per parlare del suo libro “I dannati del Lavoro”. L'allora sindaco Giorgio Pighi spiegò, senza mezzi termini, che Curcio «era e rimane persona non gradita». (d.b.)

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