Le novità del Jobs Act a Modena: dibattiti fra critiche e speranze
Due appuntamenti sul Jobs Act a Modena tra lunedì e ieri.”Crescita e occupazione, oltre la retorica del Jobs Act” era il tema dell’incontro di lunedì presso la sede dell’Istituto Storico della...
Due appuntamenti sul Jobs Act a Modena tra lunedì e ieri.”Crescita e occupazione, oltre la retorica del Jobs Act” era il tema dell’incontro di lunedì presso la sede dell’Istituto Storico della Resistenza in viale Menotti con i docenti Mosconi e Tiraboschi, l’imprenditore Stefani e la sindacalista Roncone. Circa tredicimila dipendenti pubblici, spesso «ricollocati senza progetti definiti». Il dato, provinciale, giunge dalla Cisl. «Il posto fisso nell’ente pubblico sarebbe una bella realtà - ha detto Roberta Roncone, segretario della FP Cisl Emilia Romagna - se s’iniziasse a fare chiarezza su cosa serve alla pubblica amministrazione, alle imprese e al Paese. Si parla di riforme, ma i dipendenti sono ricollocati da un ente all’altro senza un progetto definito». «Alle imprese che aprono servono procedure snelle - ha aggiunto la sindacalista - mentre il costo pro capite sulle autorizzazioni è almeno di 500-800 euro, secondo la procedura. Sommando i costi pro capite viene fuori una nuova tassazione. Molto più facile chiudere un ente che avviare un processo di semplificazione». Snellimento delle procedure richiesto da altri ospiti del laboratorio apolitico #QualcOsa. «Risolverebbe tanti problemi - ha garantito Franco Stefani, fondatore e presidente del Gruppo System - a loro (Stato) e a noi (imprenditori). Servono ristrutturazioni funzionali per dare risposte alle aziende e ai nostri ragazzi». «Misure strutturali» richieste dal professor Michele Tiraboschi. Il docente Unimore è «molto preoccupato della rottura tra Confindustria e i sindacati». Il Jobs Act, ha proseguito, non contrasterebbe bene il fenomeno della disoccupazione giovanile. «I giovani continuano ad avere molti contratti a tempo determinato», ha ricordato Franco Mosconi, docente dell’università di Parma.
Diverso il giudizio di Gianluca Spolverato. L’avvocato patavino è intervenuto ieri pomeriggio all’Auditorium Confcommercio in un incontro sugli ultimi quattro decreti del Jobs Act. «Si favorisce la stabilizzazione dei rapporti precari - ha detto Spolverato - e l’ingresso di più giovani nel mercato del lavoro. Se si perde il posto si creano le condizioni per favorire un nuovo ingresso, alleggerendo i costi».
«Si può fare qualche cosa di più - ha ripreso Giorgio Vecchi, presidente provinciale della Confederazione - e stiamo lavorando per portare le necessità delle nostre aziende alle istituzioni». Quali? «Agevolare le imprese in modo duraturo, non con spot».
Gabriele Farina
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