Guiglia si è fermata per l’ultimo saluto a Willy
Chiesa stracolma e nel piazzale al funerale del 42enne ristoratore locale Il ricordo e la commozione di Don Francesco e del sindaco. «Spirito poliedrico»
GUIGLIA. Il cielo grigio, una nebbia insistente e la piazza di Guiglia colma di una folla troppo numerosa per poter entrare in chiesa. Questa è stata la cornice dell'ultimo saluto a William Pelloni, il noto ristoratore morto lo scorso sabato a soli 42 anni. Il parroco don Francesco Preziosi, nella sua omelia, lo ricorda come uno «spirito poliedrico», in cui a fare da filo conduttore era la passione per la vita in tutti i suoi aspetti. Passione per il calcio, per la politica locale (William era stato consigliere a Guiglia per due legislature), per il suo paese, per la sua famiglia e anche per la religione: «Quante volte - ha ricordato don Francesco - hai parlato con me e mi hai fatto domande su quello che tu chiamavi "il tuo superiore"». Ma la passione per cui Willy era più conosciuto era quella per il suo locale, un luogo dove ci si poteva sentire a casa, accolti da sorrisi e familiarità. E lo stomaco si chiude a pensare a quel luogo di festa, sempre pieno di gioia e di vita, chiuso e spento.
Le letture scelte per la messa parlano, non a caso, del paradiso come di un luogo di feste e banchetti, “di grasse vivande e di cibi succulenti”. Un luogo meraviglioso in cui - ha commentato don Francesco - “possiamo immaginare tu ti sia già messo al lavoro”.
La morte di William Pelloni è un lutto non solo per la sua famiglia e per i tantissimi che lo conoscevano, ma per tutto il paese di Guiglia, per cui tanto Willy si spendeva. E lo si coglie nei visi delle persone di tutte le età che lo hanno voluto salutare per l'ultima volta, a partire dal sindaco Monica Amici che fin da subito ha espresso il suo cordoglio e la sua tristezza. Il Comune lo ricorda con un lungo e commuovente post su facebook in cui gli si rivolge direttamente, come a un amico: «Ti abbiamo conosciuto giovanissimo cimentarti nel lavoro di barman in un locale birreria. Poi ti sei messo in proprio, sotto il portico in piazza a Guiglia. Sei stato bravo. Mai ti sei fermato e, incurante delle critiche, hai sempre intrapreso nuove strade: prima il bar, poi la salumeria e il ristorante. Negli anni della crisi che ha scombussolato il pianeta, hai tenuto aperto e hai lottato perché ci fosse un futuro per te, e per la tua bambina arrivata al mondo, in questo mondo....dove tutto va al contrario. Adesso vai e raggiungi la tua mamma. A noi resta il ricordo dei tanti momenti in allegria al bancone del tuo bar". Presente al funerale anche la giovane compagna Daniela: per lei e per la piccola Mia don Francesco ha chiesto di pregare, sicuro che dal paradiso Willy non si dimenticherà di loro. Tra i cittadini di Guiglia ancora sotto shock per questo improvviso lutto, c'è anche Lauro Pelloni, che ha voluto ricordare William con una lunga poesia, letta dal parroco al termine del funerale. In rima si ricordano le più belle qualità e caratteristiche di “un oste gioviale e assoluto” fino al commiato finale: “Avrai di certo visto quanti amici / ti scrivono tanti messaggi infelici / però forse tu non vorresti così / e allora in alto i calici: prosit / per fare a Willy un brindisi finale / ma nella gola un nodo ci assale”.
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