Carpi, il campione di nuoto Lorenzo Benatti paga il biglietto per allenarsi
Polemiche tra Coopernuoto e Aniene Roma, società del carpigiano, così l’atleta sceglie di entrare come normale utente
CARPI. Lorenzo Benatti, carpigiano pluricampione italiano di nuoto, venerdì si allenerà per un paio di giorni nella nuova piscina “Campedelli”. Entrerà come fanno gli altri utenti, presentandosi alla cassa e pagando il prezzo del biglietto. «Preferisco pagare 6 euro e 80 centesimi piuttosto che fare polemiche», racconta il campione con una punta di amarezza. L'atleta aveva chiesto e ottenuto dalla direzione della nuova piscina la possibilità di utilizzare gratuitamente per alcune ore domani e sabato una corsia della vasca sportiva, ma a condizione che la sua società, la Canottieri Aniene di Roma, mandasse alla Coopernuoto, che gestisce l'impianto di Carpi, una formale richiesta. «Il responsabile della società per cui gareggio - spiega l'atleta - mi ha detto che l'Aniene ospita sempre atleti di passaggio senza chiedere alle loro società richieste ufficiali e che quindi la richiesta della Coopernuoto di Carpi gli sembra assurda e burocratica. Allora a questo punto ho deciso io: pagherò il biglietto per allenarmi a Carpi».
La replica del presidente di Coopernuoto, Gianluca Gualdi: «Dall’Aniene ci aspettavamo semplicemente una richiesta per cautelarci ai fini fiscali: se l’atleta è senza biglietto dobbiamo giustificare la sua presenza nel caso di eventuali controlli. Detto questo per noi Benatti può entrare quando vuole gratis, ma me lo lasci dire: che arroganza questa Aniene...». Intanto il campione, ieri a Roma, si prepara a partire per Carpi.
Le piace la nuova piscina?
«Se devo dire il vero non l'ho ancora vista. Nessuno mi ha invitato all’inaugurazione».
Percepisco ancora un po' di amarezza nelle sue parole.
«Diciamo che sono cose che fanno male al cuore. Oltre a me non è stato invitato nemmeno Fabio Baraldi, campione di pallanuoto, pure lui carpigiano formatosi nella piscina comunale di Carpi. A noi ha fatto piacere che Gregorio, nostro ottimo amico, buono come un pezzo di pane, abbia tagliato il nastro della nuova struttura però, le dico la verità, penso che un invito a partecipare all’iniziativa ce lo saremmo meritati anche noi. Ma nessun rancore, le cose a volte vanno così».
Eppure qualche anno fa dal Comune le è stato addirittura conferito il titolo di Ambasciatore dello Sport...
«Sì, sono ricordi belli. Ma nella mia vita ho anche avuto momenti difficili, come quando mi fu diasgosticato un linfoma non Hodgkin aggressivo. Non è stato per nulla facile, anche psicologicamente, resistere, guarire e tornare alle gare».
Mi pare di capire che secondo lei per gli atleti professionisti a casa propria non c’è troppa riconoscenza.
«Ma lo sa che i fratelli Cosentino, della nazionale di nuoto come me, quando vanno ad allenarsi nella piscina del loro paesello in cui sono nati, pagano il biglietto? Dietro la cassiera c’è la loro foto sul podio, orgoglio della società sportiva che li ha visti crescere, ma devono pagare per entrare. Ovviamente non è un problema dei pochi euro che si spendono...».
La sua presenza a Carpi nel fine settimana si ripeterà spesso?
«Io mediamente torno a casa a salutare la mia famiglia una volta ogni due, tre mesi. Quando sono a Carpi non posso fermare gli allenamenti, quindi almeno una seduta quotidiana in vasca la devo fare e sono felice di potere nuotare nel nuovo impianto perché quello ormai chiuso era davvero in condizioni precarie».
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