Lacrime e palloncini per l’addio a Giusy
Castelfranco. Cartelli, dediche e una folla in chiesa e strada per il funerale della 25enne scomparsa in un incidente stradale
CASTELFRANCO. «L’amore per Giusy non morirà mai». Il sentimento si diffonde, invisibile eppure potente, nella chiesa di Santa Maria Assunta. Il volto di Giusy Bifulco è vivido nella memoria di tutti coloro che le hanno voluto bene. Anzi, che le vogliono bene. «L’amore per Giusy dalla famiglia, dai parenti e dagli amici non morirà mai - garantisce don Paolo durante l’ultimo saluto alla 25enne - ci siamo radunati per Giusy e con Giusy. Lei vive eternamente nei nostri cuori».
Oltre a quelli pulsanti, ce ne sono tanti altri nella cerimonia. C’è la firma che chiude la scritta “Siamo tutti qui per te”, posta a fianco della chiesa di via Crespellani. Il palloncino rosso che svetta sulle decine di altri presenti, tutti bianchi. Il sigillo per chiudere un messaggio di affetto in uno dei tanti cartelloni che amici, parenti o semplici conoscenti hanno riempito.
Prima dell’ingresso nella chiesa l’atmosfera è quasi irreale. Si sentono i rumori della strada, s’ascoltano i respiri delle persone. Tanti sono i bambini. È un funerale, ma il colore dominante è il bianco. Il colore della bara, dei palloncini, della cornice dell’immagine che testimonia il carattere sorridente della giovane donna. Sabato sera ha perso la vita in un incidente ad Altolà (San Cesario). Eppure, chi la ama sa che non è davvero andata via.
«Ringraziamo per il dono che è Giusy», esordisce don Paolo nella parrocchia di Santa Maria Assunta. La Prima Lettura è un invito alla speranza: “Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi”. Un messaggio che s’accompagna alla frase incastonata nell’arco sopra l’altare: “In Dio ogni speranza di vita e virtù”.
Comprendere come una ragazza possa aver perso così la vita non è facile. «Le domande che affollano i nostri cuori sono tante - ammette il vicario nell’omelia -ma siamo riuniti per affidarle al Signore. Ci sono tanti perché nei nostri cuori. Perché prendere una vita così giovane? È tutto così fragile? Dov’era il Signore? La Parola di Dio oggi non dà una risposta puntuale. Il Vangelo parla di Gesù risorto, che s’affianca ai discepoli tristi, i quali lo riconoscono dopo un po’».
A un certo punto, tutto s’inizia a definire meglio. «Noi siamo i discepoli - riprende l’omelia - e Lui è al nostro fianco. Era a quello di Giusy, in quale altro posto sarebbe potuto essere? Gesù è fedele, ama sempre i Suoi figli. In Gesù, che ha condiviso con gli uomini anche la morte, siamo chiamati alla vita eterna». Prima della benedizione, la speranza «un giorno di abbracciare Giusy nella gioia dell’amicizia».
Lunghi applausi accompagnano l’uscita dalla chiesa. «Grazie Giusy», esclama una voce giovane con due rose bianche in mano. Prima che parta il corteo, i palloncini prendono il volo. Sfidano la pioggia per levarsi in alto. Lì, in cielo, una giovane donna è pronta a raccoglierli.
Gabriele Farina
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
