Viaggio nel labirinto della mente
Fino a domenica l’installazione "dopo" di Gabriella Salvaterra
MODENA. Le gocce cadenti dal rubinetto mal chiuso di una cucina, la voce flebile di una donna che cerca di raccontare le crepe della sua pelle mentre sfiora quelle di un piatto rotto, l'acqua che trapassa il soffitto di un salone e di una camera da letto, il brusio di una donna che legge un libro e osserva dei carillon ingigantiti dalle loro stesse ombre. Ci imbattiamo in queste e altre visioni nell'installazione sensoriale "dopo" di Gabriella Salvaterra, aperta al pubblico oggi dalle 18 alle 22 e in replica fino al 18 ottobre nei pressi del Teatro delle Passioni (prenotazione obbligatoria 059/2136021). Un percorso labirintico che parte dai ricordi, da valigie colme di esperienza, da un tempo che tenta di fermarsi, come le lancette degli orologi accuratamente disposti sul pavimento, da oggetti che stimolano le nostre memorie puntando a far nascere un viaggio personale, quasi catartico, in cui si entra per uscirne cambiati, migliorati. Salvaterra lascia lo spettatore libero di interagire con gli attori, o abitanti come preferirebbe definirli, in spazi incastonati tra realtà e sogno; lo spinge a incuriosirsi e ad abbandonarsi al flusso dei rumori, degli odori, delle percezioni sensoriali, fino a farlo giungere nel labirinto della sua mente.
Alessandra Corsini
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