Acrobazie oniriche di Mathurin Bolze
Al Teatro Fabbri in scena “Fenêtres” e “Barons perchés”, due spettacoli sul tema del doppio
VIGNOLA. Lo spunto viene da Cosimo, il protagonista de "Il barone rampante" di Italo Calvino che decide di andare a vivere sugli alberi: una fonte che ispira salti e acrobazie, ma anche riflessioni sullo spazio e sull'altro-da-sé. Da qui partono i due spettacoli di teatro-circo contemporaneo che Mathurin Bolze porta al Teatro Fabbri di Vignola: "Fenêtres", oggi alle 21 e domani alle 19, e "Barons perchés", domenica alle 19.30 in prima assoluta, sono due lavori in diretta continuità tra loro, ambientati nello stesso spazio scenico e che si sviluppano a partire dalla personalità di Bachir, uomo misterioso e solitario che vive in un piccolo cubo fitto di finestre dalle quali è possibile spiarlo. ""Fenêtres" è un mio spettacolo di 15 anni fa - ci racconta Bolze - ripreso oggi da un nuovo acrobata, Karim Messaoudi. L'ho conosciuto a un laboratorio artistico e gli ho trasmesso i segreti della vita a tre dimensioni in cui mi sono incarnato con Bachir". Il cubo di "Fenêtres" è infatti privo di gravità: "Il suo abitante reinventa la propria vita scombinando gli oggetti e lo spazio con cui è in stretta relazione, in una sorta di sogno che sfiora molto da vicino i temi affrontati da "Il barone rampante". Non si tratta dunque di una rappresentazione dell'opera di Italo Calvino, ma di una sua esplorazione onirica", continua Bolze. Le suggestioni sceniche dello spettacolo, tra l'acrobata che salta continuamente su un pavimento elastico e gli arredamenti che traballano, ha portato Bolze e la sua compagnia chiamata "Les mains les pieds et la tête aussi" a diventare un riferimento internazionale per il teatro-circo contemporaneo.
Dalla ripresa di "Fenêtres" è poi nato un nuovo spettacolo, "Barons perchés", che debutterà in prima assoluta a Vie e che vedrà in scena sia Messaoudi che Bolze. "Bachir così si sdoppia in un giovane ragazzo e in un uomo adulto - spiega Bolze - facendo i conti con il suo passato visto dall'esterno, come avviene a certi malati mentali. Ma la sua potrebbe anche non essere follia: non si capisce fino in fondo se questo doppio sia un fantasma o un frutto dell'immaginazione. Di certo, questa presenza porta Bachir a compiere profonde riflessioni legate al tema dell'altro e quindi della fratellanza: esistono i nostri fratelli? E se esistono, chi sono? Questioni rese ancora più complesse per lo spettatore, perché il Bachir di "Barons perchés" appare anche come un'ombra del Bachir di "Fenêtres": compie le medesime gestualità e riflessioni sulla solitudine, e si trova nello stesso identico luogo. In questo nuovo lavoro, dunque, non si assisterà a una narrazione cronologica bensì a un'esplorazione multidimensionale di quanto accade nel precedente spettacolo".
La presenza di queste due opere rientra nel programma triennale di circo contemporaneo "Corpi e visioni" promosso dal Comune di Correggio e sarà accompagnata dal convegno "Nuovi sguardi sul nuovo circo"; per tutta la giornata di sabato, dalle 10.30 alle 17, all'Arena del Sole di Bologna interverranno tra gli altri Emmanuel Wallon (sociologo), Antonio Audino (critico) e alcuni dirigenti del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo . Un'occasione per fare il punto sullo stato del teatro-circo contemporaneo, forma d'arte che unisce la popolarità dell'espressione circense alla raffinatezza delle tematiche affrontate dal teatro di ricerca, tra i cui esponenti di spicco si segnalano i praghesi Fratelli Forman e Victoria Chaplin, figlia di Charlie, tutti ospitati negli anni passati da Ert.
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