È in arrivo una soluzione alternativa
Per quanto ancora resterà in auge l’Hotel Novi Sad? Non per molto, o per lo meno, vedrà calare i propri ospiti. È infatti in arrivo una soluzione alternativa a questa situazione che è diventata una...
Per quanto ancora resterà in auge l’Hotel Novi Sad? Non per molto, o per lo meno, vedrà calare i propri ospiti.
È infatti in arrivo una soluzione alternativa a questa situazione che è diventata una imprevista emergenza per la città. Chi, a vario titolo, ha possibilità e competenze in merito si sta adoperando per trovare una sistemazione alternativa. Non saranno scuole, polisportive, palasport e nemmeno tendopoli, ma una possibilità , un qualcosa di solido, che abbia un tetto sotto al quale passare solo la notte. Niente appartamenti né alloggi fissi. Anche perché, è opportuno considerare, qualora si creasse una vera e propria tendopoli, sulla nostra città si concentrerebbero flussi migratori davvero imponenti. Presto dunque, almeno si spera visto che l’inverno inizia a ruggire, si avranno indicazioni su luoghi, modi e maggiori informazioni su questa soluzione alternativa per fronteggiare lo “sbarco” di terra dei profughi pakistani.
Allo stato attuale, confermano dalla questura, in città ci sono 115 pakistani che hanno richiesto l’asilo politico. Da via Palatucci confermano che anche i nuovi arrivati sono stati identificati e fotosegnalati. Ora, come è recentemente accaduto per 38 profughi, si attende che Bologna avvisi Modena che si sono liberati dei posti: ovvero, in base ad un accordo istituito tre le due prefetture proprio per far fronte all’emergenza, questi migranti di terra verranno trasformati in profughi di mare, potendo così usufruire del percorso assistenziale già rodato e conclamato. Da Modena dunque a Bologna, al Centro d’accoglienza, per poi essere ridistribuiti sul territorio in base alle quote già stabilite. E anche ritoccate al rialzo. Per il nostro territorio il numero fissato era , sino ala fine dell’anno, di circa 650 profughi. Ora è stato istituito un bando, da novembre a capodanno, al fine di creare ed assistere cento profughi in più.
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