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Falsi disoccupati, interrogatorio di gruppo

Falsi disoccupati, interrogatorio di gruppo

Concordia. Gli arrestati dal gip, rintracciato l’irreperibile di Finale, ma il commercialista non si trova

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CONCORDIA. Renato Corvino e suo figlio, il 21enne Danny, non parlano. Ieri, davanti al giudice delle indagini preliminari, dottoressa Eleonora De Marco, i due cavezzesi, difesi dall’avvocato Massimo Simonini, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere all’interrogatorio di garanzia, in attesa di avere un quadro preciso della complessa situazione documentale. Gli altri quattro hanno invece cercato di collaborare e tre di loro, tra i quali Cinzia Mascherini di San Possidonio, difesa dall’avvocato Patrizia Tassello, hanno anche chiesto di poter tornare a casa, liberi da vincoli giudiziari.

L’udienza segue l’operazione condotta dai carabinieri di Concordia sulle truffe all’Inps, che si è parzialmente conclusa con una misura cautelare a carico di sei persone. Renato Corvino ha ricevuto la misura degli ulteriori arresti domiciliari in carcere, dove si trova per estorsioni che lui stesso voleva attribuire al clan camorristico di Sandokan. È considerato con il figlio e la Mascherini il promotore di un vorticoso giro di assunzioni “farlocche” presso due cooperative compiacenti di Poggio Rusco e di Ferrara città. I “lavoratori” venivano poi licenziati e presentavano una richiesta truffaldina di sussidi di disoccupazione. che si spartivano a metà con gli organizzatori locali del raggiro. Nell’inchiesta sono parallelamente indagate circa 100 persone, falsi occupati-disoccupati residenti per lo più nella Bassa modenese e nel Basso Mantovano.

Ieri davanti al giudice è comparso anche Sergio Angioni di Finale, irreperibile quando è scattato il blitz dei carabinieri. Angioni è titolare della coop Il Faro di Ferrara. I militari di Concordia lo hanno presto rintracciato, notificandogli l’obbligo di dimora, esteso anche a Taofiq Chaty, il magrebino di Sermide titolare della Coop Emporium di Poggio Rusco. L’altro uomo agli arresti domiciliari è Stefano Bassi, 51 anni, di Poggio Rusco.

Ieri hanno tentato di spiegare al giudice che credevano di avere applicato un sistema regolare per ottenere i sussidi di disoccupazione. Indotti, è emerso anche ieri tra le righe, dal fantomatico commercialista che i carabinieri stanno cercando di rintracciare. Probabilmente organizzatore di analoghe truffe ai danni dell’Inps in tutta Italia. L’inchiesta di Concordia, infatti, ha una valenza e una portata di rilevanza nazionale. Solo i militari di Concordia hanno impedito una truffa milionaria al fisco, e accertato indebiti pagamenti che dovranno essere recuperati per circa 230mila euro. Le coop coinvolte sono infatti anche altre. Ne è già stata scoperta una terza, bolognese, che aveva “assunto” decine di ignare persone del Nord, mentre i sussidi li incassavano persone che vivono nelle terre dei Casalesi. (ase)

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