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«Fondazione, un’eredità importante»

«Fondazione, un’eredità importante»

Muzzarelli saluta Landi e guarda avanti: «Il nuovo cda dovrà continuare a diversificare investimenti»

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Nel pomeriggio di oggi il presidente, il consiglio di amministrazione e il consiglio di indirizzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena presentano il bilancio di mandato di cinque anni di attività. È la fine di un ciclo.

E Muzzarelli vuole salutare e puntualizzare anche dopo il gelo degli ultimi mesi: «Anche se i numeri saranno ufficiali solo in questa occasione, credo che sia giusto anticipare il ringraziamento mio personale della città al presidente Andrea Landi e ai consiglieri per come hanno saputo interpretare il loro mandato e per il contributo che hanno dato a Modena e al suo territorio provinciale in una fase di enormi difficoltà, dovute alla crisi economica, ai tagli alla finanza locale e alle calamità naturali. Pur agendo in piena autonomia e proponendo una propria visione della società, gli amministratori della Fondazione hanno saputo agire in sintonia con le politiche delle istituzioni democratiche e mirare all'interesse generale: dalla lotta alla povertà e all'esclusione sociale allo sviluppo del welfare; dalla scuola, all'università, alla ricerca e alla innovazione tecnologica; dalla cultura al volontariato».

Muzzzarelli guarda al passato per pensare al futuro: «In particolare, mi piace ricordare alcuni eventi e interventi che sono meritoriamente legati al nome e al ruolo della Fondazione: mi riferisco al restauro del Duomo e della Ghirlandina, al recupero del complesso del San Paolo, al Festivafilosofia e, per sottolineare la sensibilità e il legame di solidarietà con le popolazioni colpite dal sisma, la ricostruzione dell'Istituto Galileo Galilei di Mirandola. Gli amministratori della Fondazione hanno guardato avanti, impegnandosi in particolare sul sostegno alla ricerca e alle principali istituzioni culturali cittadine, come l’Ert e il teatro Pavarotti, e in questo ambito è nato il grande progetto di respiro europeo del Polo culturale Sant'Agostino, costruito insieme al Comune di Modena e al Ministero dei Beni Culturali. Da ultimo, ma non ultimo, credo che sia giusto sottolineare il fatto, non scontato nel nostro Paese e in una fase di crisi della finanza, che il presidente Landi, il vice presidente Giusti e i componenti dei consigli di amministrazione e di indirizzo hanno saputo conservare e aumentare il patrimonio netto dell'istituto. I nuovi amministratori dovranno continuare la diversificazione degli impieghi, ma ricevono una importante e solida eredità, da mantenere al servizio della comunità modenese e provinciale: una sfida bella e importante, per contribuire alla crescita intelligente, sostenibile e inclusiva della città e della provincia». Un messaggio chiaro, insomma, a chi arriverà tra pochi giorni...

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