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Il Pd “blinda” Ferioli: sarà il candidato sindaco

di Francesco Dondi
Il Pd “blinda” Ferioli: sarà il candidato sindaco

Direzione provinciale a Finale: conferma nonostante l’ipotesi scioglimento I dem: «Qui non c’è mafia, massima fiducia». Tensione tra i dirigenti comunali

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FINALE. Tra le tante richieste di dimissioni, recapitate da tutte le opposizioni, arriva una prima, vera presa di posizione del Pd sul caso-Finale. La burrasca che sta vivendo l’amministrazione di centrosinistra e il suo sindaco Fernando Ferioli, che del Pd non ha la tessera, trova un porto sicuro proprio nel partitone. E il segnale è arrivato il giorno prima del suggerimento del Comitato per l’ordine pubblico di scioglimento del Comune o quantomeno del cambiamento di alcuni funzionari responsabili degli uffici. Martedì sera, infatti, il segretario Lucia Bursi e tutta la segreteria provinciale si sono infatti ritrovati a Finale e dalla lunga riunione, che si è concentrata sul futuro del paese anche alla luce delle più che probabili votazioni primaverili, è emerso un dato certo: il candidato sindaco in pectore sarà ancora Ferioli. Un attestato di stima che non può che fare piacere ad un amministratore spesso lasciato solo nel gestire un secondo terremoto, questa volta giudiziario, prima con l’inchiesta penale “Aemilia” e ora con gli accertamenti amministrativi, disposti dal prefetto Michele Di Bari ed effettuati da tre commissari. Ispettori che hanno annotato le gravi mancanze burocratiche della macchina comunale, non risparmiando valutazioni critiche sugli stessi capo uffici, a cui l’amministrazione rinnova l’incarico - e quindi la fiducia - bimestralmente.

E mentre il sindaco e la sua giunta scelgono la strada del silenzio, il fermento tra i corridoi del municipio è palpabile. Ma sul suggerimento di scioglimento o in seconda istanza sul cambio dei funzionari comunali, sancito dal Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, una strenua difesa arriva invece dal Pd finalese, che ora aspetta la valutazione del ministero dell’Interno, l’unico ente deputato a decidere il futuro di Finale.

«Si prende atto della decisione della prefettura con rispetto per il lavoro meticoloso svolto in questi mesi dai commissari prefettizi - scrive il Pd - Finalmente è arrivata la conferma che l’attività del sindaco e della giunta non risulta condizionata da nessun tipo di infiltrazione mafiosa. L’apparato comunale è stato messo in grave difficoltà dalla ricostruzione post terremoto, trovandosi a dover elaborare una mole di atti e determine inaudita rispetto agli anni precedenti. Le difficoltà che sono emerse dalle indagini possono trovare soluzione solo se tutti gli organi istituzionali intraprendono con senso di responsabilità la strada della ricostruzione del paese nel rispetto della legalità e della volontà dei cittadini. Quegli stessi cittadini che fra qualche mese saranno nuovamente chiamati a decidere sul futuro del loro comune, così come vogliono le regole della nostra democrazia. Il sindaco e la giunta devono sfruttare i mesi ancora a disposizione per proseguire con ancor più tenacia il lavoro intrapreso nella ricostruzione, nell’imprescindibile risanamento del debito, nella riorganizzazione necessaria dell’ente e nello sviluppo e tutela dei servizi per i cittadini».

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