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Modena. Senologia, nei Consultori la prevenzione ora si paga

Modena. Senologia, nei Consultori la prevenzione ora si paga

La denuncia: «Soppresso il servizio pubblico di visite gratuite. L’alternativa? Mesi di attesa col Cup o si sborsano fino a 180 euro per accedere agli ambulatori»

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MODENA. Sull’altare dei tagli finisce il servizio senologico gratuito di prevenzione del Consultorio rivolto prevalentemente a giovani e adolescenti. A denunciarlo una utente, che ha invano tentato di usufruirne per la figlia. «Su suggerimento del medico curante decido di sottoporre mia figlia a una visita senologica di prevenzione e per farlo mi rivolgo a una struttura pubblica - spiega C.B. - Sul web controllo l'offerta dei servizi, prendo visione di orari, contatti e chiamo un consultorio familiare. Al telefono un'operatrice mi informa che il servizio di senologia è “in esaurimento” e che da settimane quel tipo di visite è sospeso. Faccio notare che nel sito web il servizio risulta attivo e mi si risponde che il sito non è ancora stato aggiornato. Mi consigliano di rivolgermi al Cup o di richiedere una visita in libera professione da eseguire, volendo, anche all'interno dello stesso consultorio. Mi informo al Cup e, in agosto, mi dicono che il primo posto disponibile sarà in dicembre. Se scelgo la libera professione, invece, potrò avere la visita entro qualche giorno, spendendo tra i 70 e i 180 euro. Incredula, mi rivolgo al Centro screening mammografico dell’Ausl e apprendo che il Centro non è stato informato della sospensione del servizio di senologia del Consultorio; vengo nuovamente indirizzata o al Cup o alla libera professione. Prenoto mio malgrado privatamente la visita chiedendomi quanti altri potranno permettersi di compiere la stessa scelta. Problemi analoghi con la sanità modenese li ho costantemente dovendomi occupare delle malattie di mio padre (sindrome di Parkinson e un tumore): prestazioni urgenti da richiedere solo al Cup dell’Ausl, come se le persone anziane affette da patologie gravissime potessero quasi quotidianamente recarsi agevolmente agli sportelli per le prenotazioni. Mi è stato anche difficile accettare che la riabilitazione motoria, indispensabile per gli anziani malati di Parkinson, sia affidata soprattutto a un’associazione di volontari, così come la terapia iniettoria. Per non parlare di tutte le volte che al Cup abbiamo atteso per giorni l'uscita dei calendari rigurdanti ecografie, risonanze magnetiche, tac, colonscopie, necessarie per il monitoraggio oncologico nel periodo successivo all'intervento. Vivo a Tre Olmi, una frazione dove la maggioranza della popolazione è anziana e il medico di famiglia più vicino è a 6 chilometri. La tangenziale, un cavalcavia, un servizio di trasporto pubblico in pratica inesistente ci separano dal primo ambulatorio pubblico. Mi “tranquillizza” sapere che tra poco i metodi di diagnosi verranno eliminati grazie ai tagli anche di questo governo. Pare proprio che tutto il Serivizio sanitario, sicuramente quello per la prevenzione, sia “in esaurimento”. Come treni, autobus, asili. E via sottraendo».

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