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Cmb sale sulla CityLife: commessa da 110 milioni

Cmb sale sulla CityLife: commessa da 110 milioni

Una torre gigantesca di 44 piani in cemento e vetro che ospiterà la sede delle assicurazioni Generali con 3mila lavoratori. Zini: «Progetto innovativo»

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Sono 44 i piani e 170 i metri in cemento e vetro della torre di CityLife, progettata da Zaha Hadit, già chiamata dai milanesi “Lo Storto” ed è stata la carpigiana Cmb (Cooperativa Muratori e Braccianti) ad aggiudicarsi l'appalto (grazie alla migliore offerta tecnico-economica). I lavori di costruzione, dunque, stanno procedendo al ritmo di un piano a settimana; non è stato comunicato ufficialmente il valore della commessa, ma risulta che si aggiri intorno ai 110 milioni di euro. A Milano da pochi giorni il logo del gruppo assicurativo Generali svetta sulla torre, costruzione per la quale grande attenzione sarà dedicata alla sostenibilità ambientale e al contenimento dei costi energetici della struttura, certificata sulla base dello standard Leed 2009 for Core & Shell, con un livello Gold: è uno dei tre grattacieli del progetto CityLife, un modello urbanistico innovativo che si propone di ridisegnare lo skyline della metropoli lombarda: uno dei progetti di riqualificazione più importanti d’Europa.

Ai piedi dell’edificio, a uso principalmente direzionale, si prevede la realizzazione di una galleria commerciale e alcuni percorsi coperti di collegamento con la stazione metropolitana Tre Torri della linea M5. A lavori ultimati l’edificio, dove sarà la sede milanese del Gruppo Generali, potrà ospitare fino a 3mila lavoratori della compagnia assicurativa.

«È motivo di grande soddisfazione e responsabilità – ha commentato il presidente di Cmb Carlo Zini – partecipare alla realizzazione di un progetto così innovativo, in cui si respira il dinamismo di questa meravigliosa città. Un lavoro di elevata complessità e soddisfazione anche per operai e tecnici, fra i quali molti giovani ingegneri che hanno ricevuto gli elogi da parte dei vertici di Generali e CityLife per la qualità della realizzazione e la rapidità dell’esecuzione, in anticipo di un mese sul cronoprogramma».

«La complessità della realizzazione – ha invece sottolineato il consigliere delegato Emiliano Cacioppo – ha spinto a utilizzare la tecnologia innovativa del BIM, che consente un controllo tridimensionale in tempo reale della progettazione e del costruito. Del resto non potrebbe essere altrimenti dato che alla base i pilastri risultano inclinati e richiedono controlli topografici molto sofisticati in avanzamento piano dopo piano».

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