Gianluca Nicoletti a Modena per Màt: «Racconterò l’autismo a Màt 2015”
«In Italia l'autismo è ancora circondato dalle nebbie della superstizione ognuno fa come meglio crede, come immagina sia meglio per il proprio figlio, vagando a caso nel suo impraticabile labirinto...
MODENA. «In Italia l'autismo è ancora circondato dalle nebbie della superstizione ognuno fa come meglio crede, come immagina sia meglio per il proprio figlio, vagando a caso nel suo impraticabile labirinto di solitudine». Così scrive Gianluca Nicoletti nel libro “Alla fine qualcosa ci inventeremo”, di cui si parlerà anche a Màt 2015 in un evento a cura dell'Associazione Aut Aut Modena, questa sera alle 21, presso la Sala Leonelli della Camera di Commercio.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.12281308:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2015/10/17/news/mat-a-modena-al-via-la-quinta-edizione-della-settimana-della-salute-mentale-1.12281308]]
Con rabbia, amore e disincanto, Nicoletti racconta la storia di suo figlio Tommy, autistico, e si racconta come padre, facendosi portavoce coraggioso del mondo delle famiglie e delle associazioni che ruota intorno all'autismo in Italia e che resta quasi sconosciuto, frammentato, spesso abbandonato a se stesso nelle problematiche del quotidiano. «Il messaggio principale del libro è per le famiglie, affinché si riesca a trovare un punto di unione - spiega a “Fuori come va?” Nicoletti - la prima difficoltà è proprio la disunità tra famiglie. D'altronde, ogni autistico ha la sua storia, ha bisogno di attenzioni molto personalizzate».
Che ne sarà del futuro di questi ragazzi?
«Eh… qualcosa ci inventeremo», risponde Nicoletti giocando con il titolo del libro. «In città ci sono dei centri diurni, in cui i ragazzi autistici vengono messi insieme ad anziani e a malati psichiatrici di tutti i tipi. Una specie di ospizio per giovani. Alcune famiglie li tengono a casa, finché ce la fanno. Poi a un certo punto non se ne sa più niente: finiscono in strutture para-manicomiali, non ci pigliamo in giro, dove li riempiono di farmaci per tenerli buoni. Nessuno ci dà garanzie di un'assistenza adeguata ai nostri figli quando non ci saremo più noi genitori».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.12281319:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2015/10/17/news/salute-mentale-una-sfida-positiva-1.12281319]]
Ma le istituzioni non si preoccupano dell'autismo?
«Non si pongono il problema, e peccano ancora di molta superficialità e pochi strumenti. Manca un approccio scientifico serio all'autismo, è un mondo pieno di ambiguità, falsi medici, ciarlatani, truffe sul dolore delle famiglie. Per esempio, partirà finalmente a breve un primo studio di prevalenza, per capire quanti sono gli autistici in Italia e come sono distribuiti sul territorio nazionale. È questa la prima necessità rispetto a qualsiasi tipo di intervento». Grande l'impegno di Gianluca Nicoletti in questi anni nelle campagne di sensibilizzazione sull'autismo, di promozione di una corretta cultura sul tema, incluse le battaglie per il rispetto lessicale del termine “autistico”.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.12281322:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2015/10/17/news/la-contenzione-ecco-che-cos-e-1.12281322]]
Progetti e iniziative che riscuotono attenzione, raggiungendo un pubblico sempre più ampio, ben oltre le famiglie direttamente coinvolte e gli addetti ai lavori. «Il sito PerNoiAutistici, con una web radio associata, è uno spazio di confronto e notizie, il più grande aggregato di senso e di cultura sull'autismo in Italia sul web. E il docufilm, dal titolo “Tommy e gli altri…” racconterà storie vere di famiglie con un figlio autistico, i loro problemi, il loro quotidiano. Le storie che a nessuno va di raccontare. E la soggettiva “autistica” farà la differenza».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
