Gazzetta di Modena

Modena

Landi: «Lasciamo una Fondazione in salute»

di Stefano Luppi
Landi: «Lasciamo una Fondazione in salute»

Il presidente saluta dopo 10 anni: «Il rimpianto? Non essere partiti col cantiere del Sant’Agostino»

3 MINUTI DI LETTURA





Sant'Agostino, un rimpianto la mancata partenza del cantiere. La politica, tenuta a bada e il più lontano possibile dalla Fondazione Cassa di risparmio di Modena. La lettera che il sindaco Muzzarelli ha fatto firmare ai nominati in fondazione, «superflua, io non l'avrei firmata«. La gestione del patrimonio di circa un miliardo e mezzo di euro con erogazioni liberali che hanno superato anche negli anni di maggior crisi i 20 milioni di euro a favore di cultura, sociale, ricerca scientifica.

Andrea Landi, per 10 anni presidente della fondazione di origine bancaria, lascia la sua carica, parla a tutto campo e rivendica soprattutto di avere tenuto in ordine i conti, anzi di avere fatto crescere l'attivo della fondazioni in anni non semplici tra crisi economica, terremoto, alluvioni e nuove povertà. «Grazie a una buona gestione del patrimonio - spiega Landi - la fondazione di Modena è riuscita a mantenere un equilibrio tra la sua natura di investitore istituzionale, attento a perseguire un'adeguata diversificazione degli investimenti, e la condizione di azionista qualificato di UniCredit. Il valore del patrimonio è cresciuto nel tempo oltre i tassi di inflazione, oggi addirittura negativa. Il nostro attivo è passato da 826 milioni 336 mila euro nel 2005 a oltre un miliardo nel 2014, la redditività dell'attivo finanziario nel periodo 2010-2015 è stata pari al 4,8% annuo superando in misura significativa i principali indici di mercato. Mi pare che la fondazione che lasciamo goda in generale di buona reputazione, è un ente non autoreferenziale che è protagonista in città svolgendo un ruolo non subalterno rispetto alle istituzioni, enti locali ed associazioni». Archiviati i numeri Landi tocca con i giornalisti - prima di scendere in platea al Mef dove in serata ha spiegato davanti a rettore, sindaco e altri “poteri” della città - tutti i temi che hanno caratterizzato soprattutto gli ultimi tempi. Tutti sanno infatti dei suoi contrasti con il sindaco Muzzarelli soprattutto ai tempi delle nomine in Unicredit e fino all'acquisto delle Farmacie comunali nelle ultime settimane: «La dialettica ci può stare», dice Landi. La lettera di intenti voluta dal sindaco per i nominati: «Io non l'avrei firmata, penso sia supeflua non perché vada contro il vincolo di mandato che resta, ma perché nel patto per la città la fondazione c'è a prescindere. Non siamo autoreferenziali».

Politici in fondazione: «Abbiamo cambiato lo statuto mettendo due anni di pausa per chi ha avuto incarichi politici: certamente la politica nelle fondazioni, compresa quella di Modena, c'è e c'è anche dialettica su questi temi, ma l'ente non deve essere gestito dai partiti. E a qualcuno i due anni di fermo non sono piaciuti».

Sulle farmacie: «Era un asset interessante perché dà un 2% netto di guadagno, poi non siamo intervenuti prima dell'asta anche perché successivamente il prezzo si è abbassato del 10%. Abbiamo offerto 6,7 milioni e ci siamo trovati davanti alla sorpresa Coop Estense: Prometeia aveva detto che le Farmacie valevano 4,5 milioni, ma era una valutazione speculativa, ben diverso è fare un investimento come lo intendevamo noi visto che le Farmacie non hanno debiti e una buona liquidità».

Infine un pensiero al suo successore praticamente certo, l'imprenditore Paolo Cavicchioli: «Lo conosco, è una brava persona, iperimpegnata anche nel Cda dell'Università e nel direttiva di Confindustria. A lui e al Cda lasciamo una quarantina di milioni, due anni di erogazioni in modo che abbiamo tempo per capire cos'è la fondazione». E una battuta finale: «Abbiamo realizzato anche un quaderno sul bilancio di mandato intitolato “A fianco della comunità negli anni della cris”i, è un testamento di cinque anni di lavoro, qualcuno direbbe che sono “Le mie prigioni”, ma io in fin dei conti non lo penso». Insieme a Landi lasciano anche, in questo caso dopo 15 anni, Massimo Giusti, Ermanno Galli e Maria Grazia Scacchetti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google