Modena città “smart” quarta assoluta dopo tre metropoli
Al vertice grazie a ciclabili, asili e imprese aperte all’estero Economia e società dialogano con le nuove tecnologie
Prima Milano, seconda Bologna, terza Firenze e quarta? Incredibilmente, o forse no, Modena. Un premio inatteso, quello del rapporto annuale che identifica e mette in fila i capoluoghi più smart d’Italia realizzato da Forum Pa e presentato a Smart City Exhibition di Milano.
Prima città tra le big, un primato a tutti gli effetti.
Ma quello che più spicca è, appunto, che anche quest’anno sei delle dieci città al top non sono città metropolitane ma città di medie dimensioni che però vanno a costituire, di fatto, l’ossatura più robusta del nostro sistema urbano. Sono le nuove piccole capitali a volte molto più dinamiche e performanti delle grandi città metropolitane. E non si tratta delle semplice equazione del “piccolo è bello”, basata sui parametri della qualità della vita ma, molto spesso, di risultati che provengono da caratteristiche strutturali importanti.
Modena, appunto, la prima città tra le aree non metropolitane, è quarto in assoluto in Italia per performance economiche. Posizione raggiunta grazie al secondo posto, in assoluto, per direzionalità (Imprese con 250 addetti o più per 10.000 imprese), il quarto posto per internalizzazione produttiva, il quinto per comportamenti innovativi (imprese start up innovative e contratti di rete per 10.000 imprese). Ma, non solo questo. Modena è quarta in Italia per la cura dell’infanzia (Indice presa in carico asili nido), terza per assistenza anziani, quarta per ciclabilità, terza per partecipazione elettorale, quarta per propensione all’associazione (numero adesioni ad associazioni e reti di amministrazioni).
Al vitalismo delle città intermedie si contrappone la realtà articolata e contraddittoria delle grandi città italiane baricentro delle 14 aree metropolitane, che dovrebbero costituire lo scheletro urbano del paese. A Milano, Bologna, Firenze, Venezia e Torino raggruppate nelle prime 11 posizioni seguono le altre nove ben distanziate con Roma in 21esima posizione, Genova al 29esimo e poi le città del Sud con Cagliari in 60esima posizione, evidenziando grandi squilibri tra una realtà e l’altra. Tra Reggio Calabria, ultima in classifica, e la primatista Milano ci sono ben 383 punti di stacco, che ribadiscono purtroppo le contraddizioni interne al Paese.
Ai tradizionali indicatori “standard” sono state affiancate una serie di variabili “smart”, più direttamente collegate alle dinamiche di innovazione tecnologica e sociale. L’impianto complessivo è così costituito da 150 variabili statistiche elementari, 84 indici di fattore, sette dimensioni, quattordici indici dimensionali e un indice di sintesi. Il rapporto è stato elaborato insieme ad Openpolis l’osservatorio civico della politica che analizza quotidianamente i meccanismi complessi e le fenomenologie emergenti del Paese che si affiancano alle altre realtà che orami storicamente rappresentano il comitato scientifico: Istat, Unioncamere, Anci, Federutility.
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