Gazzetta di Modena

Modena

Salute mentale una sfida “positiva”

di Fabrizio Starace *

Una delle prime riflessioni che dobbiamo fare come cittadini impegnati per la salute mentale, riguarda il livello di priorità che il nostro lavoro ha nell’agenda della comunità, dei suoi...

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Una delle prime riflessioni che dobbiamo fare come cittadini impegnati per la salute mentale, riguarda il livello di priorità che il nostro lavoro ha nell’agenda della comunità, dei suoi rappresentanti elettivi, dei suoi amministratori. La quinta edizione di Màt si tiene quest'anno in un periodo di particolare difficoltà per la Sanità Pubblica nel nostro Paese: non si è spenta l'eco del DL 78/2015 sugli Enti locali e sulla riduzione di 2 miliardi e 350 milioni al finanziamento della sanità per l'anno in corso, che giungono indiscrezioni su una ulteriore stagione di tagli. Le conseguenze si ripercuoteranno inevitabilmente anche sui Servizi Pubblici per la Salute Mentale, rischiando di compromettere un sistema di cura i cui costi sono già di gran lunga inferiori a quelli dei principali Paesi Occidentali. Gioverà qui ricordare che, se il Servizio Sanitario italiano è tra i più virtuosi al mondo quando si considerano i risultati ottenuti a fronte della spesa, il settore della Salute Mentale, cui viene destinato nel migliore dei casi il 3,5% del Fondo Sanitario, è una reale anomalia positiva nel panorama internazionale. L'Italia ha mostrato da tempo che è possibile fare a meno degli Ospedali Psichiatrici e più recentemente anche degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, ponendo fine ai trattamenti inumani e degradanti che in quei luoghi si perpetravano; è possibile affrontare i disturbi psichiatrici sul territorio, nei luoghi di vita, attraverso una rete capillare di servizi di salute mentale di comunità. L'analisi dello stato attuale dei servizi territoriali per la salute mentale, la loro reale capacità di far fronte alla diffusione sempre più ampia di condizioni di malessere e all'emergere di nuove forme di disagio, non può esimersi dal fatto che la salute mentale torni a essere una priorità delle politiche sociali e sanitarie dei territori. Una questione di interesse nazionale, per garantire a tutti i cittadini, le stesse opportunità di recupero dalla malattia. Alle puntuali e sfidanti richieste di utenti e familiari, che rivendicano alla salute mentale la capacità di vedere la persona sofferente nella sua complessità, inserita nel proprio contesto socio-familiare, nella propria comunità di appartenenza; all'insegna quindi di una piena integrazione sociosanitaria sin dal momento decisivo della lettura del bisogno, implica che la Salute mentale sia la priorità, in un sistema sanitario che voglia realmente interpretare i principi di equità e giustizia sociale. Con la consapevolezza che, la salute mentale, non è solo un'area strategica della sanità ma, al tempo stesso, un motore fondamentale per la ripresa economica, la coesione sociale, il rilancio del Paese.

* Direttore Dipartimento

Salute Mentale Ausl Modena

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