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Sant’Agostino, ora decide Bologna

«Italia Nostra non si è limitata a criticare, ha voluto bloccare tutto»

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Nel corso della presentazione il presidente uscente Landi ha toccato più volte il tema del Sant’Agostino, senz’altro il progetto di maggior rilievo dell'ente ex bancario, come noto non partito nonostante la fondazione abbia accantonato fino a qua oltre 36 milioni di euro.

A domanda dei giornalisti Landi e il suo vice Massimo Giusti hanno parlato della mancata partenza del restauro come di un “rimpianto”: «Italia Nostra non si è limitata in questi anni a criticare il progetto, come sarebbe stato pienamente legittimo, ma ha fatto ricorso al Tribunale amministrativo per bloccare tutto. Questa del ricorso al Tar, poi forse al Consiglio di Stato, è una anomalia tutta modenese, perché in genere sono le soprintendenze che bloccano i progetti mentre qui lo Stato e gli altri enti erano pienamente d'accordo con noi. Ora c'è stata al Tar di Bologna l'udienza ed entro fine anno avremo la sentenza. Vedremo, tra l'altro stiamo aspettando dalla soprintendenza il via libera per partire con lo stralcio del restauro al Sant'Agostino relativo alla parte non monumentale, quella universitaria in viale Berengario. Vorremmo sapere che il ministero ci tiene ancora, anche perché Gae Aulenti ha realizzato per noi l'ultimo progetto prima della sua morte».

Chiosa il vicepresidente: «Il palazzo del '700 è della Fondazione, avremmo anche potuto fare altre scelte» e chiude Landi: «Davanti al Tar attendiamo perché che sarebbe accaduto se poi dopo la partenza il Tar ci avesse bloccati?». (s.l.)

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