Gazzetta di Modena

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Il Comune monetizza le azioni di Hera

di Gabriele Bassanetti
Il Comune monetizza le azioni di Hera

Incasso di 1,5 milioni di euro che sarà vincolato a precise operazioni, ma in portafogli resta una sostanziosa partecipazione

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SASSUOLO - Il Comune venderà 611.437 azioni di Hera entro la fine del 2015. Alla quotazione attuale significa poco meno di 1,5 milioni di euro che entrano in cassa e che potranno essere utilizzati in diversi modi. Sono le quote di azioni vendibili nel 2015 e nel 2016, che vengono incassate in un solo periodo come è facoltà per il municipio di Sassuolo.

Nel bilancio di previsione del 2016 quindi entra anche 1,5 milioni circa di fondi provenienti dall’operazione di borsa, a disposizione del Comune per qualunque iniziativa che rientri nella voce investimenti; non è possibile invece usarli per integrare la spesa corrente di gestione dell’ente. Vale a dire che potranno essere impiegati per esempio per le manutenzioni o anche per gli apporti di capitale annuali che nel piano di risanamento di Sgp il Comune ha fissato di versare alla patrimoniale annualmente (a fronte dei servizi erogati in termini di opere pubbliche e interventi sul territorio).

La vendita delle azioni Hera è stata resa possibile dopo la chiusura delle holding in cui i Comuni avevano inserito le loro quote provincia per provincia. Nel modenese la holding si chiamava Hsst ed è stata smantellata, le azioni quindi sono tornate in capo al Comune di Sassuolo come agli altri municipi e sono cambiate anche le regole, per cui la quota totale di titoli della multi-utility in capo alla componente pubblica deve ora essere almeno del 35 per cento, percentuale che ha dato a tutti i municipi la possibilità di vendere una parte delle azioni detenute.

A fine 2014 l’opzione era stata già presentata al consiglio comunale, specificando che (alle quotazioni di allora) il Comune aveva in portafoglio quote alienabili per circa 10 milioni di euro. Un apporto non indifferente per una città in difficoltà finanziaria come Sassuolo. C’era la possibilità di vendere tutto e subito o di vincolare i titoli a un patto di sindacato che li rendesse alienabili per una quota ogni anno. E mentre le opposizioni spingevano per la monetizzazione immediata e totale, l’amministrazione scelse il vincolo, che permette di vendere appunto una percentuale di titoli ogni anno, con una certa flessibilità sui periodi. Altre quote saranno cedibili in futuro e costituiscono certamente un importante apporto di liquidi per il Comune, mentre si lavora per il risanamento dei conti pubblici e per il salvataggio di Sgp (che va alla discussione del concordato con i creditori il 29 ottobre con questa ulteriore garanzia da offrire).

La vendita graduale delle azioni, invece dell’alienazione completa, consente anche di decidere i periodi migliori, per quanto riguarda la quotazione del titolo, in termini di incasso e allo stesso tempo di continuare a monetizzare, sebbene ridotti man mano che le azioni in possesso dell’ente caleranno in quantità, i dividendi periodici che per Sassuolo significano diverse centinaia di migliaia di euro l’anno iscritte a bilancio.

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