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Novi Sad: la vergogna a cielo aperto

di Enrico Grazioli
Novi Sad: la vergogna a cielo aperto

Hotel Novi Sad, Modena. E'  l’ultimo indirizzo della disperazione e del suo rendersi manifesta ai nostri occhi miopi. Triste che Modena non trovi una soluzione.

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MODENA. Hotel Novi Sad, Modena. E’ l’ultimo indirizzo della disperazione e del suo rendersi manifesta ai nostri occhi miopi. Quelle tribune ormai senza senso nel cuore della città, nel suo snodo di raccordo tra chi ci vive e chi arriva, cerca posto, parcheggio: per passeggiare o sbrigare faccende in centro, per andare allo stadio o ai musei o in qualche ufficio; oppure per dormire, a cielo aperto, in un autunno che si va facendo inverno, dopo essere scampati alle violenze in patria e alle onde troppo alte di un mare che annega barconi carichi di speranza, da noi tradita.

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Che una città come Modena da settimane non trovi una soluzione oltre l’ammirevole e inesausto impegno dei volontari di Porta Aperta per dare alloggio e un minimo di dignitosa ospitalità a queste persone è una tristezza. E l’impressione è che ancora meno si sarebbe mosso, se questo giornale non ne avesse parlato con ostinazione, complice anche la paradossale vicenda giudiziaria che ha permesso a qualcuno di eleggere i gradoni del Novi Sad a propria residenza per gli arresti domiciliari...

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Eppure loro sono lì, quello rimane l’albergo che si riempie più facilmente in città, senza bisogno di prenotazioni perché la malora non ha bisogno di marketing territoriale o promozione turistica per muovere i disgraziati. Per smuovere le coscienze e le menti di chi invece una casa ce l’ha (e anche un dovere verso l’intera comunità) invece ce ne vuole.

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Essere accogliente è un claim sempre più diffuso nei territori in competizione tra loro: per attirare visitatori nei week end, studenti da iscrivere alle proprie università e non solo vessarli con affitti da strozzini, per portare aziende a investire qui e non altrove. Se quegli spazi fossero serviti per organizzare qualche manifestazione da sbandierare dimostrando il successo e l’appetibilità di Modena, siamo sicuri che i senza casa, i senza nulla del Novi Sad sarebbero già stati accomodati altrove. Almeno per nascondere la polvere indecorosa dell’indifferenza sotto il tappeto del perbenismo. Invece sono lì, ancora: a ricordarci cosa non deve essere la loro vita e neanche Modena. Fino a quando?

@engraz

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