Sette storie di successo all’ombra della Ferrari
Maranello. Ricciarelli, Badoer, Sgarbi, Giacobini, Banfi, Nugnes e il figlio di Dalì hanno racconto al museo la loro vita. «Impegno e passione sono fondamentali»
MARANELLO. Un magico panorama rosso e un potente rombo di sottofondo. Ecco lo scenario delle “Storie di successo” ospitate ieri mattina al Museo Ferrari. Il luogo scelto non è casuale. «La Ferrari è il marchio italiano per eccellenza -ha esordito AlessandroBanfi, direttore TgCom24 - identificativo nel mondo del “successo”. Non solo per le meravigliose macchine prodotte, ma per tutto ciò che sta attorno a questa grande impresa modenese».
Tra gli ospiti, tanti volti noti: Luca Badoer, Katia Ricciarelli, Silvana Giacobini, Vittorio Sgarbi, José Dalì e Salvo Nugnes, organizzatore dell'evento.
Sono i protagonisti che hanno raccontato le esperienze vissute in prima persona: «In Formula 1 è fondamentale avere la consistenza- spiega Luca Badoer, ex pilota di F1 e amico di Schumacher- e la tenuta nell'andar veloce. Riuscire a fare sessanta giri veloci della pista non è da tutti. Ed è questo che fa la differenza tra un grande campione ed un pilota qualunque».
Della stessa opinione è Katia Ricciarelli: «Ammesso il talento - ha detto il soprano - l'impegno costante e il duro lavoro sono la chiave del successo. Riuscire a fare un'aria è differente da cantare bene per un'intera opera».
Ed è proprio la determinazione ad unire l'esperienza di Silvana Giacobini con queste storie: «La creatività e l'espressività non sono sufficienti -racconta la giornalista- solo con la passione e l'impegno arriva il successo. E quando arriva bisogna fare attenzione a non “montarsi la testa” e rimanere sempre fedeli a sé stessi. L'onestà, nei confronti del lettore, per il giornalista è tutto».
Protagonista indiscussa della giornata rimane la creazione di Enzo Ferrari e il brand di successo che l'imprenditore riuscì a realizzare.
«Enzo Ferrari ha creato una cosa inspiegabile - ha riconosciuto Badoer - io non l'ho conosciuto di persona, ma quest'uomo, che ha dedicato la sua intera esistenza per questo marchio, che è tra i più conosciuti al mondo, ha dato vita ad una cosa sensazionale, unica».
«Io non ero mai stata a Maranello prima d'ora - ha ammesso Giacobini - ma la grandezza dell'intuizione di Enzo Ferrari è riconosciuta da chiunque, in tutto il mondo. Qui, nella terra dei motori, si tocca con mano la forte volontà che quest'uomo ha avuto».
La seconda parte dell'incontro è stata dedicata sempre alle storie di successo, ma con un taglio più “artistico”. «Il successo si raggiunge con l'impegno - ha spiegato Salvo Nugnes, presidente dell'associazione “Spoleto Arte”- perché chi lavora con passione e trae godimento da quello che fa è una persona di successo». Dello stesso giudizio anche José Dalì, pittore e figlio del surrealista Salvador Dalì: «Il successo è fare quello che si desidera, nella mia vita -prosegue Dalì - ho sempre cercato di fare ciò che mi rendeva felice».
«Il successo è quello che capita - ha ironizzato Vittorio Sgarbi, critico d'arte - se non capita niente non è successo niente. Raggiungere il successo è difficile, ci vuole una certa concatenazione di elementi e soprattutto è importante fare, mettersi nella condizioni di far accadere le cose, successo compreso».
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