Sul podio Bellini e Crizia storie di sfide e “rinascite”
La caffetteria modenese, seconda in classifica, è gestita da giovani baristi A San Felice il locale, giunto terzo, è in ristrutturazione per i danni del terremoto
Due medaglie, due storie da raccontare quelle dei locali che hanno ottenuto il secondo e terzo posto nel concorso “SorridiAmo a colazione”.
Hanno più differenze che tratti comuni la Caffetteria Bellini e il Crizia Cafè. Il primo è di Modena, il secondo di San Felice. L’uno è gestito da giovani, l’altro da una generazione più matura. Il Bellini è aperto, il Crizia è chiuso per lavori legati al terremoto. Eppure, i due locali hanno un forte elemento in comune: sono riusciti, in poco tempo, a entrare nel cuore dei loro clienti.
La Caffetteria Bellini ha alle spalle un anno e mezzo di attività. Sono poco più di quattro, invece, gli anni da cui è partito il Crizia Cafè (dire “di apertura” e basta sarebbe sbagliato, viste le difficoltà legate al sisma del maggio 2012).
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Partiamo dalla piazza d’onore con il locale modenese di via Bellini. «Abbiamo sempre fatto i dipendenti - ha raccontato Francesco Zaccardo - a un certo punto abbiamo provato a investire le nostre forze in questo lavoro. All’inizio ci siamo guardati intorno per un po’, poi abbiamo trovato questo locale. Abbiamo visto che era piccolino e che avremmo potuto farcela con le nostre forze. E ci siamo lanciati in questa avventura». La produzione in alla Caffetteria Bellini non è tutta propria: «Mia sorella Samanta si occupa dei prodotti freddi in cucina, io mi occupo delle bevande. Facciamo primi piatti freddi e insalate. I dolci li prendiamo da una pasticceria di Modena». Entrambi hanno studiato per gestire al meglio un locale pubblico: «Ho fatto due corsi a Piumazzo come barman e bartender - ha aggiunto Francesco - mentre mia sorella ne ha fatto uno come caffetteria. Il nostro cavallo di battaglia è il caffè». Il risultato è andato oltre le attese: «Non ce l’aspettavamo assolutamente - ha concluso il titolare - i clienti ci hanno aiutato tantissimo. Promuovere il concorso sui social? È normale».
Una condivisione in rete cui sono abituati anche al Crizia Cafè. Il locale di via Mazzini a San Felice è però chiuso e lo sarà almeno per altri due mesi. Eppure, i clienti non hanno abbandonato Giuseppe Michelini. Il titolare conserva in casa numerosi oggetti del bar: «Speriamo di ripartire a Natale - ha confidato Giuseppe - ci sarà una nuova inaugurazione».
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La storia del Crizia è travagliata. «Abbiamo aperto nel gennaio 2011 - ha ricordato il titolare - dopo un anno e mezzo c’è stato il patatrac. Abbiamo dovuto chiudere per otto mesi, poi abbiamo riaperto. Adesso servono lavori per rinforzare tutto il palazzo. Il 99% degli spazi sarà come prima, cambieranno alcune misure con i bagni».
Inevitabile tornare indietro per ricordare: «Al mattino c’era un gran lavoro con le colazioni - ha rievocato Giuseppe - Prepariamo panini a mezzogiorno, soprattutto per gli impiegati. Al tempo del sisma qualche ministro è venuto a prendere il caffè da noi. Una volta c’era il teatro che funzionava e sono venuti Bennato e Casalegno. Ora il centro è morto. Molti negozi hanno delocalizzato. Finché non tornerà il centro come una volta, il lavoro sarà dimezzato».
Gabriele Farina
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