Guerra, “La prima, la migliore”: c’è il teatro per non dimenticare
La grande guerra, “La prima, la migliore”: il teatro diventa uno spazio per commemorare il passato nell’ultimo lavoro della compagnia Berardi/Casolari. Lo spettacolo, che ha debuttato a Bologna per...
La grande guerra, “La prima, la migliore”: il teatro diventa uno spazio per commemorare il passato nell’ultimo lavoro della compagnia Berardi/Casolari. Lo spettacolo, che ha debuttato a Bologna per il Festival Vie e che arriverà alle Passioni di Modena dal 1 al 13 dicembre, è un’incursione nella memoria storica collettiva condotta sulle suggestioni del romanzo autobiografico di Remarque, “Niente di nuovo sul fronte occidentale”.
Si tratta del resoconto, umanamente tragico, di un gruppo di diciottenni appena usciti dal liceo, convinti a prendere parte al primo conflitto mondiale da una retorica nazionale artificiosa e ipocrita. Partecipare alla guerra equivale a partecipare all’orrore, e quindi a confrontarsi con la morte: sulla scena ce lo racconta Berardi calato nei panni di un giovanissimo soldato. Attorno a lui gli altri personaggi sembrano ruotare per poi tornare a essere inghiottiti dalle maglie della Storia. L’impianto verboso mette alla prova persino l’esuberante personalità scenica di Berardi, che a nostro avviso incontra qualche difficoltà nel tentativo di traghettare lo spettatore all’interno del racconto. Resta la feroce documentazione dell’orrore, la volontà di tramandare la Storia per non dimenticare, a cento anni.
Elena Carletti
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