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Traffico e bici contromano «Problemi di sicurezza»

Traffico e bici contromano «Problemi di sicurezza»

Tra largo Moro e l’Ottavo Campale i commercianti segnalano i punti critici C’è chi lamenta presenze poco raccomandabili e scarsi controlli sui negozi etnici

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Modena non è decisamente amante della bicicletta, mezzo di trasporto sostenibile. Ed è un problema visto che l'inquinamento presenta spesso dati allarmanti in città e i chilometri di piste ciclabili ci mettono tra i primi posti in Italia per estensione.

A dire no ai ciclisti sono, dopo commercianti e residenti di via Emilia Est, anche le persone sentite in via Emilia Ovest ed è un'altra sorpresa: è questo il dato principale che emerge nell'inchiesta in più puntate che la Gazzetta sta conducendo nelle vie maggiormente trafficate sotto la Ghirlandina.

Certo, nel tratto di via Emilia Ovest tra largo Aldo Moro e il mega incrocio con i viali Italia ed Enrico Cialdini il traffico automobilistico è intenso, soprattutto nelle ore di punta. Ma emerge soprattutto un atteggiamento critico verso quanto “combinano” i ciclisti che, va detto, non sempre rispettano esattamente il codice della strada. “In questo tratto iniziale di via Emilia Ovest – spiega l'edicolante Giorgio Ferrari – non abbiamo particolari problemi di traffico e neppure per la presenza dell'istituto Corni visto che la polizia municipale viene sempre quando escono i ragazzi. Anche quando i vigili non ci sono, quasi tutti attraversano nel modo giusto. Il problema maggiore è dato dalle biciclette che quasi mai sono sulla pista ciclabile e piuttosto usano il marciapiede, per il resto la zona è migliorata e anche la presenza del nuovo ristorante argentino ha allontanato certe brutte facce”.

A pochi metri dall'edicola Doda Lulzia del bar Corni conferma: “L'anno scorso un ciclista ha investito mio figlio di sei anni, spesso i ciclisti non hanno il dovuto rispetto e io ho anche dovuto chiamare i vigili in qualche caso. Ma certo la nostra zona ha anche altri problemi, ad esempio alcune presenze non proprio raccomandabili, che io evito di servirlo”.

Nell'orario di punta le auto ci sono eccome, da largo Moro ai semafori dell'incrocio con viale Barozzi e viale Storchi, ma solo qui la situazione diventa più pesante. Decine e decine di auto che spesso passano con un giallo che definire abbondante è poco, o altre che svoltano in modo un po' pericoloso a sinistra in viale Barozzi. Ma i problemi di maggior “ingorgo” sono in viale Storchi. Qui il traffico è altissimo e le biciclette in effetti aggiungono problema a problema, visto che scattano in ogni direzione e spesso sul marciapiedi. “Le bici qui attraversano a tutta velocità – spiega Lorenzo Martinelli del negozio omonimo di cancelleria, posto nel pieno dell'incrocio – e passano anche sul marciapiede che è strettissimo. Tutto ciò crea un problema di sicurezza; l'altro giorno un anziano, senza che ne ne accorgesse, ha segnato con il manubrio della bici la fiancata di un'auto. Invece per le auto, il problema è che molte vanno contromano nel pezzo di strada che da via Emilia svolta nella breve via Bacchini: ma la gente se ne freg+a tanto più che in questa zona gli agenti della Municipale si vedono poco”.

“Io sono qui da molti anni – dice Francesco Caputo del forno S.Agostino al civico 82 – e ho visto peggiorare la zona per i troppi negozi etnici che non rispettano purtroppo le regole. Loro non hanno orari e anche i prezzi sono impossibili per noi che paghiamo le tasse..: In più agli italiani fanno i controlli e agli altri?”. L'area non è bellissima ed è ipertrafficata, anche perché si arriva presto al megaincrocio con Carlo Zucchi, viale Italia: prima si incontra la struttura quasi abbandonata dell'VIII Campale. Forse un giorno, quando l'edificio militare sarà riqualificato, anche qui Modena diventerà migliore.

Stefano Luppi

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