Aperta al parco “Foibe” l’area riservata ai cani
FIORANO. Inaugurata presso il parco “Foibe” nella zona di via Santa Caterina l'area di sgambamento per i cani. Presto ne arriverà una anche nella zona di Spezzano, per rispondere alle richieste e...
FIORANO. Inaugurata presso il parco “Foibe” nella zona di via Santa Caterina l'area di sgambamento per i cani. Presto ne arriverà una anche nella zona di Spezzano, per rispondere alle richieste e esigenze manifestate da molti cittadini. L'area è divisa in due parti per evitare controversie anche fra i frequentatori a quattro zampe (capita anche fra cani di trovarsi antipatici) All'iniziativa erano presenti Marco Biagini, assessore alle politiche sociali, e Morena Silingardi, assessore alla cultura insieme a diverse associazioni ed enti, come “Punto e virgola”, gattile e canile intercomunale, “Quattro zampe per l'Emilia” e “Fidati di me”, scuola di educazione cinofila di agility e obedience. «Abbiamo intenzione – ha detto Marco Biagini – di creare un'altra area sgambamento a Spezzano. Quella inaugurata oggi è il risultato di alcuni consigli che ci hanno dato i proprietari dei cani. La zona funzionerà bene con l'aiuto dei padroni che faranno il possibile di tenere pulito lo sgambamento». Dopo l'intervento di Marco Biagini, vi sono state due attività per i cani: una di agility e una di pet education. Quest'ultima attività era costituita da piccoli esercizi da insegnare ai cani e ai padroni. «Facciamo esibizione di pet-education – ha detto Cristina Balugani del canile intecomunale – dove i bambini possono esperimentare il rapporto diretto con il cane attraverso semplici esercizi di approccio, condotta al guinzaglio e obbedienza di base e agilità». Nell'incontro si è parlato anche degli abbandoni, spiegando che c'è anche un modo “legale” di rinunciare al proprio animale. «Chi non vuole più il proprio cane – spiega Cristina Balugani - lo può portare al canile. Ci sono vari motivi: persone che cambiano residenza, che perdono il lavoro, allergie, divorzi. Portarli al canile è una soluzione per assicurare loro assistenza: il cane abbandonato all'inizio non mangia più, poi si adatta grazie al lavoro dei volontari e poi magari viene felicemente adottato da una nuova famiglia».
Gabriele Bassanetti
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