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«Castagne, una risorsa per l’economia»

di Federico Covili
«Castagne, una risorsa per l’economia»

Zocca. Convegno con gli esperti: «Ampi margini di crescita ma serve una moderna coltivazione»

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ZOCCA. La castagna non è solo un cibo dei poveri appartenente al passato, ma può essere risorsa importante per tutta la nostra economia. È quanto emerso in una tavola rotonda organizzata dal Comune e dalla Struttura Agricoltura e Difesa del Territorio dell'Unione Terre di Castelli. All'incontro, che ha visto la presenza di alcuni studenti dell'Istituto Spallanzani di Montombraro e di un buon numero di pubblico, numerosi esperti del settore hanno presentato prospettive presenti e future per una castanicoltura di qualità.

Riccardo Antonaroli ha presentato i risultati di una pluridecennale attività di ricerca sulla castagna di Zocca, Giovanna Montepaone ha fatto il punto sulla problematiche fitosanitarie, Giulio Sola si è concentrato sulla potatura, Luigi Trentini si è fatto portavoce delle indicazioni emerse nel “VI meeting europeo sul castagno”, mentre Paolo Romagnoli ha illustrato alcune idee per una green economy sul nostro territorio. A fungere da moderatore Luigi Vezzalini.

Davvero molto interessanti sono i risultati emersi: la castagna può essere un ottimo trampolino di lancio per l'economia della nostra zona. Serve però un netto cambio di mentalità, per passare da una coltivazione a volte arretrata a una più moderna ed efficace. In Italia, a causa della presenza della “vespa cinese”, così come di annate particolarmente poco piovose, si è passati dalle 55.000 tonnellate di produzione del 2008 alle 18.000 del 2014.

Se consideriamo che nel nostro paese vengono consumate ogni anno dalle 50 alle 60.000 tonnellate di castagne, possiamo facilmente renderci conto di come ci si ritrovi a ricorrere a una pesante importazione. Oltre al danno la beffa, dunque. È evidente che i margini di crescita sono tanti, così come le possibilità lavorative che potrebbero aprirsi. L'immissione in natura del Torymus ha permesso di ridurre fortemente l'impatto della “vespa cinese” e il raccolto 2015, sul territorio zocchese, appare come maggiormente copioso e di alta qualità. Serve una programmazione da parte delle autorità e l'impegno dei privati per spostarsi verso nuove prospettive di crescita. Prospettive davvero concrete se - come sostenuto dall'Unione Europea - al nostro continente sarebbero necessari altri 40.000 ettari di castagneto per soddisfare il fabbisogno.

«La sagra del Marrone Tipico di Zocca, comunemente conosciuta come sagra della castagna, - ha commentato il sindaco Pietro Balugani - rappresenta il momento della festa dedicato al pubblico, ma dietro alla festa, oltre al lavoro dei numerosi volontari e delle associazioni, c'è anche l'impegno dei castanicoltori che durante tutto l'anno curano le piante con passione, in modo da avere un prodotto sempre di migliore qualità. Proprio per continuare su questa strada e valorizzare sempre più il prodotto tipico, che si fregia del marchio “Marrone di Zocca” della Camera di Commercio, il Comune si è fatto promotore di questa tavola rotonda al fine di capire come rendere la nostra castanicoltura sempre più un'attività di qualità, capace di valorizzare il territorio e le sue tipicità».

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