Gazzetta di Modena

Modena

«Dubbi anche a Ostetricia e nei distretti»

di Davide Berti
«Dubbi anche a Ostetricia e nei distretti»

«Non offrono garanzie di regolarità le selezioni dei centri di Sterilizzazione di Carpi e di Salute Mentale a Mirandola»

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Il caso del concorso Ausl per il ruolo di coordinatore sanitario per la medicina penitenziaria ha aperto nuovi scenari dopo la reazione della Cisl. Ieri la segretaria generale della funzione pubblica Cisl Roberta Roncone ha spiegato come «i problemi siano diffusi».

Lei ha detto commentando il caso della mail «non abbiamo paura di denunciare ciò che non va». Da dove vuole cominciare?

«Cominciamo dal fatto che le relazioni sindacali con l'Ausl di Modena non stanno andando affatto bene: stiamo infatti procedendo a suon di diffide che si tramuteranno tutte in cause davanti al giudice del lavoro se l'azienda non cambierà atteggiamento. Per esempio li abbiamo diffidati a rinnovare gli attuali incarichi di posizione organizzativa poichè in questi anni l'organizzazione del lavoro è fortemente cambiata (anche a seguito dell'unificazione di servizi tra le due Aziende - Ausl e Policlinico) e gli incarichi non possono rimanere tali e quali perchè non sarebbero più rispondenti alla realtà organizzativa attuale. Poi li abbiamo anche diffidati a procedere, come volevano fare, nello spostare risorse della produttività dei lavoratori da una voce all'altra. I conti non ci tornano, a nostro avviso mancano milioni di euro e, siccome sono soldi pubblici, vogliamo chiarezza sulle cifre e su come vengono utilizzati. Poi c'è il tema delle selezioni interne, sul quale stiamo chiedendo di rivedere la procedura perchè riteniamo non sia corretta».

Lei ha detto «l'impianto delle selezioni non offre piena garanzia di regolarità». Ci può spiegare perché?

«Il problema è presto detto: la procedura non è seguita da chi la dovrebbe seguire, cioè - come è previsto nel caso di selezioni esterne - dall'ufficio concorsi che ha le competenze che servono per seguire le selezioni. Come sindacato abbiamo il compito di verificarne la correttezza e di denunciare situazioni poche chiare o inadeguate come in questo caso. A tutela di tutti i lavoratori che devono avere la tranquillità di affrontare procedure corrette e selezioni che individuino le professionalità veramente più adeguate per ricoprire quegli incarichi».

Pensa ci siano problemi di imparzialità nelle commissioni così costituite?

«Non essendoci al suo interno le professionalità adeguatamente preparate e deputate ad affrontare la correzione delle prove scritte, ad esempio, come anche altri passaggi, la discrezionalità è troppa e la regolarità non sufficientemente verificabile e trasparente».

Quali sono le altre procedure che a vostro avviso «non offrono piena garanzia di regolarità»?

«Oltre alla selezione per il posto di coordinatore infermieristico nel carcere di Sant'Anna (unica procedura revocata), ci sono anche altre selezioni per coordinamenti infermieristici: in Ostetricia e al Centro di Sterilizzazione dell'Ospedale di Carpi, al Centro di Salute Mentale di Mirandola e quello del distretto di Vignola».

Quante sono in corso in fase di valutazione e assegnazione del posto?

«Queste posizioni si sono svolte in contemporanea con quella del carcere, con la stessa procedura che stiamo contestando, e si sono concluse già con l'attribuzione degli incarichi».

Quante ne sono ancora previste?

«È appena uscito un bando per altri due posti. sempre per selezioni interne: al Centro prelievi del distretto di Modena e del distretto di Castelfranco Emilia».

Anche nelle altre Ausl è l'ufficio infermieristico a gestire la selezione e non l'ufficio concorsi?

«La situazione è a macchia di leopardo, ma, dove ci si sta confrontando sul tema tra aziende e sindacati (come nella sanità bolognese ad esempio), si sta ragionando di rivedere il sistema in un'ottica di maggiori garanzie di correttezza e imparzialità, con la presenza di professionisti amministrativi dell'ufficio concorsi, e anche la possibilità di prevedere membri esterni all'Azienda nelle commissioni. Una strada sicuramente migliore di quella finora seguita dall'Ausl di Modena».

Quante e quali sono state e sono tuttora, secondo lei, le procedure interne da rivedere?

«L'organizzazione interna va rivista complessivamente. Non si può pensare di ripensare la sanità della nostra città (come della nostra Regione) per meglio rispondere alle mutate esigenze della nostra comunità, come ai nuovi bisogni legati ad esempio alla cronicizzazione delle malattie, senza collegarci una revisione dell'organizzazione del lavoro nei servizi. Se cambia, come sta cambiando, la visione e il progetto, deve cambiare anche il come dare gambe a questo progetto. E per fare questo servono soprattutto due cose: trasparenza e competenza, in primis da parte dei dirigenti pubblici che devono essere all'altezza di questa sfida».

Concludiamo tornando alla mail spedita da un candidato al sindacalista mentre il concorso era in atto: a proposito di bene pubblico, non pensa che la mail sia stata a dir poco inopportuna?

«Il candidato ci ha posto un semplice quesito perchè preoccupato della correttezza della procedura. Poi la sua mail è stata trasmessa involontariamente a tutti i dipendenti ed è stato un errore, su questo non ci sono dubbi. Perchè sono state diffuse valutazioni personali di un candidato che sono poi state male interpretate, anzi usate per tentare di screditate la nostra organizzazione sindacale. La cosa positiva generata da questa mail è che l’Ausl sarà costretta ad essere più trasparente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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