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Frode fiscale, indagato un 37enne

Frode fiscale, indagato un 37enne

Lavorava per un’organizzazione che aiutava le aziende in crisi a distrarre beni

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È stato arrestato dalla Guardia di Finanza sull’autostrada del Sole. Si tratta di L. P., toscano, 48 anni, in carcere, con l’accusa di associazione a delinquere transnazionale aggravata finalizzata alla bancarotta fraudolenta, alla frode fiscale e al riciclaggio. Altre 28 persone nell’ambito dell’indagine risultano indagate a vario titolo tra cui S. M., 37 anni, pakistano, ma residente a Carpi e collaboratore di uno studio di consulenza a Sassuolo.

Come operava questo sistema sotto accusa? Alle aziende in crisi veniva proposto di cedere tutto a dei professionisti creando una “bad company”. Peccato che le soluzioni offerte agli imprenditori in difficoltà fossero in realtà illegali. Almeno secondo la procura della Repubblica di Pistoia, che al termine di una complessa indagine portata avanti dalle Fiamme Gialle, ha chiesto ed ottenuto dal gip del tribunale l’arresto del sedicente esperto tributarista.

I pm titolari dell’inchiesta – il procuratore capo Paolo Canessa e il sostituto Fabio Di Vizio – avevano chiesto il carcere anche per altri tre indagati e i domiciliari per altri quattro, ma il giudice delle indagini preliminari ha ritenuto sufficiente “decapitare” l’organizzazione del suo presunto promotore e gestore per porre fine ai reati.

Complessivamente, come detto, gli indagati sono 28, tra cui commercialisti, imprenditori e prestanome delle province, per quanti riguarda la Toscana, di Pistoia, Prato, Pisa, Firenze. Al momento dell’arresto, in base a quanto accertato dai finanzieri della Sezione di polizia giudiziaria della procura di Pistoia e della Compagnia di Montecatini, le aziende sotto la “reggenza” diretta o indiretta del Pacini – attive, fallite o in liquidazione – sarebbero state 123, sparse, non solo in Toscana, ma in una decina di regioni italiane, dalla Lombardia alla Sicilia. Il centro dei propri affari, L. P. lo aveva stabilito a Milano, nella sua “Broker associati & partners”. Come accennato l’organizzazione proponeva (anche su internet) alla propria clientela soluzioni personalizzate tese a salvaguardare i beni delle loro società in crisi o in via di fallimento.

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