«Paradisi fiscali, qui flussi sospetti»
Franco Zavatti di Cgil evidenzia che Modena denota un’attività intensa
«Il governo annuncia la scelta di innalzare, triplicandola, la soglia per l'utilizzo del contante con la speranza di favorire i consumi, contro la certezza, certificata dalla Direttore della Agenzia delle Entrate, che tale scelta però costerà ben 8 miliardi in più con, inoltre, un grave danno alla tracciabilità degli scambi finanziari. E peggio, si favorirà il pessimo primato italiano per evasione fiscale, economia sommersa e lavoro nero».
Sono affermazioni di Franco Zavatti, coordinatore regionale legalità e sicurezza del sindacato Cgil Emilia Romagna, ponendo l'accento sui dati del report dell'Ufficio info/investigazioni della Banca d'Italia, dove si parla di ben 4.760 segnalazioni sospette partite dalla nostra regione.
Dopo le 1.077 dall’area bolognese, la seconda provincia segnalata è Modena con circa 700. Le operazioni maggiormente sospette riguardano in particolare traffico di bonifici, titoli azionari, denaro contante su conti e depositi.
«Ma le tabelle che più sconcertano – afferma Zavatti – si vedono nel capitolo riguardante i flussi sospetti «di bonifici che interessano controparti o intermediari finanziari residenti in Paesi a fiscalità privilegiata, poco cooperanti e sensibili dal punto di vista del contrasto al riciclaggio».
«Dall'Emilia-Romagna questa attività finanziaria “in uscita/in entrata” dai paradisi, ammonta a 12.803 milioni. Sconcerta in modo particolare Modena, dato che la si può notare con il peggiore rosso-scuro nella cartina colorata delle province in cui si riporta la “geografia” disegnata da UIF-Banca d'Italia».
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