Cpl Concordia riammessa alla white list
E ieri a Napoli il pm Carrano ha richiesto di trasferire a Modena tutto il processo sulla metanizzazione di Ischia
Due notizie di notevole significato ieri per Cpl Concordia: da una parte la riammissione della grande cooperativa alla white list e il ritorno sul mercato, dall’altra la richiesta del pm di Napoli di trasferire a Modena l’intero processo che riguarda l’inchiesta sull’appalto per la metanizzazione di Ischia.
Riguardo la white list, era una decisione attesa da mesi. Cambiare l'intero Cda, ricorrere alla cassa integrazione per i lavoratori; tutti provvedimenti necessari e inevitabili all'indomani della bufera giudiziaria in cui Cpl Concordia è caduta a fine marzo scorso, con l'arresto di numerosi dirigenti (tra cui lo storico presidente Roberto Casari) per l'appalto riguardante la metanizzazione dell'isola di Ischia. Ma l'unico modo per fare rivivere la “nuova” Cpl era ricominciare a partecipare alle gare pubbliche, che rappresentano circa l'80% del suo fatturato. Possibilità esclusa per mesi dopo l'esclusione dalla white list. L'ossigeno è arrivato ieri, quando dalla Prefettura di Modena è stata formalizzata la revoca del provvedimento di esclusione dalla white list.
«La riammissione al mercato – dice la stessa Cpl – costituisce un elemento decisivo per il futuro della cooperativa che, con il commissariamento, è stata interdetta alla partecipazione a gare pubbliche per oltre sei mesi. La revoca consente a Cpl di continuare ad onorare gli impegni sottoscritti e di concorrere nuovamente alla partecipazione a gare d’appalto. L'uscita dall’interdittiva è il risultato di un profondo cambiamento realizzato attraverso radicali interventi di rinnovamento. Oggi Cpl Concordia è in grado di riprendere con slancio e determinazione quel cammino di sviluppo interrotto a fine marzo».
Soddisfatti anche i sindacati, che hanno seguito la vicenda Cpl dal punto di vista della occupazione, messa a rischio proprio dall'interdittiva antimafia. «Ci auguriamo – dice Cgil Modena – che ciò acceleri il processo di normalizzazione di questa cooperativa e che contribuisca a limitare al minimo l’utilizzo degli ammortizzatori sociali e a garantire la continuità occupazionale».
«Un auspicato ed atteso segnale di fiducia, soprattutto per i lavoratori – afferma l’assessore regionale alle attività produttive Palma Costi – Siamo certi che l'annullamento dell'interdittiva non farà abbassare la guardia di fronte ai rischi di pratiche illegali ma rafforzi la credibilità del percorso intrapreso».
Al tempo stesso ieri da Napoli le novità relative al processo. Il pubblico ministero Celeste Carrano, nella seconda udienza davanti alla prima sezione penale del Tribunale di Napoli, che deve giudicare sul filone dell'inchiesta napoletana su presunte tangenti per l'appalto della metanizzazione di Ischia, ha sollevato una eccezione di incompetenza territoriale, sostenendo che l'intero processo debba essere trasferito a Modena, dove è già in corso un dibattimento sulla stessa vicenda. A Napoli sono imputati il sindaco di Ischia Giosi Ferrandino e il dirigente dell'ufficio tecnico Silvano Arcamone, rinviati a a giudizio con rito immediato chiesto e ottenuto dalla procura di Napoli. La Carrano ha sollevato eccezione di incompetenza motivandola col fatto che «c'è un'anomalia: processo ai corruttori a Modena e corrotti a Napoli», come deciso dal Riesame napoletano che nei mesi scorsi "spacchettò" il processo in due filoni. «Il Riesame ha fatto una valutazione errata ed anomala - ha detto il pm - Rilevare il principio del giudice naturale per Ferrandino e Arcamone non è un valore assoluto perché sono costituzionalmente rilevanti altri valori, quello del giusto processo e della parità di trattamento di tutti gli imputati. Il principio del giudice naturale (quello napoletano) non costituisce un valore assoluto perché potrebbe sorgere un possibile contrasto di diversi giudicati. Quindi il tribunale dichiari l'incompetenza territoriale e trasmetta gli atti a Modena».
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