“Faust” della Peschke: Mefistofele ora va all’Opera di Pechino
MODENA. Dal suo capo partono lunghissime antenne che vivono di vita propria. Veste di rosso, vermiglie sono anche le tonalità del suo volto truccato. Così entra in scena Mefistofele nel “Faust” di...
MODENA. Dal suo capo partono lunghissime antenne che vivono di vita propria. Veste di rosso, vermiglie sono anche le tonalità del suo volto truccato. Così entra in scena Mefistofele nel “Faust” di Anna Peschke, produzione Ert con la China National Peking Opera Company, in scena stasera alle 21 alle Passioni (repliche sino a domenica). La regista tedesca si avvale di canto, recitazione, acrobazie e musica dal vivo scommettendo sull'incontro fra le imposizioni dei codici dell'Opera cinese e le invenzioni registiche di tradizione europea. Anche in questo “Faust” c'è un dottore che vende l'anima al diavolo per placare la sua sete di conoscenza, si innamora della giovane Margherita e le spezza il cuore. Anche qui sino al finale non sapremo se una redenzione umana sia possibile, se dunque il pentimento di Faust basti a sconfiggere Belzebù. Qui però i personaggi sono incarnati da figure al limite del fantastico, attori la cui preparazione canora e acrobatica ci trasporta in una dimensione extraquotidiana di rara intensità. Vedere per credere.
Lorenzo Donati
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