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Ferrari a Wall Street, prezzo di 53 dollari

Oggi è previsto il debutto alla Borsa di New York: eccezionale interesse degli investitori per il titolo

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Oggi è atteso l’ingresso ufficiale alla Borsa di Wall Street del titolo Ferrari e l’offerta di acquisto delle azioni dell’azienda di Maranello ha un successo notevolissimo, con ordini che sarebbero il doppio dell'offerta stessa. E il forte interesse degli investitori sembra in grado di spingere il prezzo a 53 dollari per azione, al di sopra della forchetta identificata di 48-52 dollari. «Non si vedeva così tanta eccitazione dai tempi di Alibaba» hanno affermato alcuni analisti.

A 53 dollari per azione, i 18,8 milioni di titoli che vengono messi in vendita valgono quasi un miliardo di dollari, più precisamente 996,4 milioni di dollari, rispetto ai 977,6 milioni di un prezzo a 52 dollari. Fra i papabili investitori anche l'ex numero uno di Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo: «Dovrebbero regalarmele», ha detto sorridendo il presidente di Alitalia a chi gli chiedeva se avesse acquistato azioni Ferrari. Poi ha precisato: «Le compro perché ci credo e per motivi affettivi».

Il boom delle sottoscrizioni, se certificato dai dati ufficiali, confermerebbe che il marchio Ferrari è più forte delle difficoltà dell'industria automobilistica innescate dallo scandalo Volkswagen. Sergio Marchionne ha più volte ribadito che Ferrari è un marchio a prova di recessione, come dimostrato dai suoi risultati durante la crisi iniziata nel 2008. Lo sbarco a Wall Street, con il quale Ferrari raggiunge una valutazione di quasi 10 miliardi di dollari, arriva in una giornata importante per il gruppo Fiat Chrysler Automobiles. Dovrebbero infatti essere resi noti i risultati del voto dei lavoratori americani sul nuovo contratto di lavoro. Dopo la bocciatura dell'intesa precedente con il 65% dei voti contrari, un nuovo accordo è stato raggiunto fra Uaw e Fca e sottoposto ai dipendenti. In Borsa viene venduto il 10% di Ferrari, che porterà nelle casse di Fca risorse utili per portare avanti il piano industriale. Dopo l'Ipo Fiat Chrysler deterrà l'80% di Ferrari.

All'inizio del 2016 la società di Maranello sarà scorporata da Fca e passerà sotto il controllo di Exor: la holding della famiglia Agnelli avrà il 24% del capitale ma, grazie al meccanismo del voto multiplo olandese, peserà molto di più e faciliterà il controllo insieme a Piero Ferrari, che conserverà il suo 10%. Ferrari prevede di aumentare la produzione a 9.000 vetture l'anno nel 2019.

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