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L’esperto: «Si tratta di sequenze sismiche dovute a strutture geologiche attive»

L’esperto: «Si tratta di sequenze sismiche dovute a strutture geologiche attive»

«Si tratta delle stesse strutture geologiche attive che hanno causato il terremoto del 2012. Tutti noi ci ricordiamo soprattutto delle forti scosse del 20 e 29 maggio 2012 perchè hanno fatto danni e...

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«Si tratta delle stesse strutture geologiche attive che hanno causato il terremoto del 2012. Tutti noi ci ricordiamo soprattutto delle forti scosse del 20 e 29 maggio 2012 perchè hanno fatto danni e vittime, ma non bisogna dimenticare che nell’anno successivo le scosse sono state 2500. Poi ce ne sono state altre, alcune delle quali avvertite come quella del 12 dicembre 2014 e del gennaio 2015, ma poi ci sono tutte quelle che non vengono percepite». A parlare è Doriano Castaldini del Dipartimento di Scienze geologiche dell’università di Modena, che commenta così le scosse verificatesi ieri mattina, una di 2.3 e l’altra, avvertita diffusamente, di 3.5 alle 12.35 a tre chilometri da Mirandola. «Non si tratta dunque di una novità - continua - queste strutture geologiche attive sono note come “pieghe ferraresi” e appartengono all’Appennino, un Appennino seppellito sotto i nostri piedi dai depositi del Po e dei suoi affluenti. Pensiamo a quanto accaduto a Ferrara nel 1570, quando si verificò un forte terremoto e per 4 anni si avvertì una sequenza sismica considerevole. Dunque, non si può escludere che ci saranno altre scosse, anzi quasi sicuramente ci saranno. Non se ne può però conoscere prima la magnitudo, quindi l’intensità. La cosa migliore da fare è preparare la gente ad affrontare questi fenomeni senza paura e con le dovute conoscenze e poi adeguare gli edifici in modo che non arrivino a costituire un pericolo».

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