La Bassa è tornata a tremare: scuole evacuate e gente in strada
La più forte alle 12,35 ed era stata preceduta da un’altra di 2,3. La profondità di appena 4,4 chilometri Paura negli edifici e nei palazzi. Controlli dei vigili del fuoco, molte chiamate ma nessun danno
MIRANDOLA. La terra ha ripreso a tremare nella Bassa e la tremenda ferita del terremoto, ancora viva nel ricordo di molti, si è riaperta velocemente, scatenando la paura. Erano le 12.35 di ieri quando una scossa di magnitudo 3.5 è stata avvertita nitidamente in tutto il territorio: dal capoluogo all’area nord. Poco prima, un’altra scossa di 2.3 era stata registrata alle 12.08. In entrambi i casi, l’epicentro è stato registrato a una profondità di 4,4 chilometri nella zona delle Valli tra Mirandola e Poggiorusco. È bastato un attimo a studenti, lavoratori e cittadini per capire che quel tremore era il sisma: in un attimo le strade si sono riempite di persone nuovamente in preda all’incubo del terremoto. Le scuole sono state evacuate a Mirandola, Massa, Finale, Medolla, Camposanto, Bastiglia, Bomporto, San Felice, Cavezzo e così qualche azienda. Paura ma nessun danno a Mirandola. A San Prospero chiuso solo per precauzione l'asilo nido e bambini a casa. Il vicesindaco Enrico Scannavini: «Nelle scuole elementari e alla materna la scossa è stata avvertita lievemente e le strutture non hanno subito alcun danno». Risultava questa ieri la situazione dopo i sopralluoghi effettuati dai tecnici comunali a seguito delle due scosse. Tutti gli edifici di proprietà comunale sono stati controllati. Nessun danno significativo è stato rilevato né sono stati segnalati danni da parte dei cittadini e i vigili del fuoco non hanno effettuato interventi a causa del sisma. Tuttavia, il terrore è stato palpabile e negli sguardi pietrificati degli studenti e dei cittadini è rimasta impressa una forte paura. «Si è sentito prima un forte boato, poi il botto violentissimo» racconta Antonio Sucato, che fa la terza al Cattaneo di via 29 Maggio. Stessa paura per Davide Mabilia della quinta D del Luosi di via Barozzi. «Abbiamo avvertito un rumore impressionante. E siamo scappati fuori subito, dopo essere stati un secondo sotto i banchi. La gente urlava, le ragazze piangevano, tremavano. Non siamo nemmeno rientrati in classe dopo le scosse» spiega Davide. Zinab Haddadi, viene da Camposanto, fa la quinta anche lei al Luosi ed è ancora agitata quando spiega che «abbiamo fatto molte prove ma nessuno ha rispettato il protocollo che prevede di metterci sotto i banchi e aspettare le bidelle». Parla di confusione in tutta la scuola Elisa Ballerini di San Martino Spino. «Ci hanno permesso di andare a casa subito: abbiamo avuto molta paura». Il preside del Luosi, Giorgio Siena, spiega che, dopo la scossa di ieri, «i 1100 studenti distribuiti tra la sede di via Barozzi e quella di via 29 Maggio si sono organizzati gradualmente per riprendere le loro cose». Alberto Gilioli, dipendente del Banco San Geminiano di piazza Costituente, sperava «che fosse il rumore provocato da un camion – sostiene Giglioli – poi abbiamo visto tremare tutto intorno e siamo corsi fuori». Timore anche tra i lavoratori dei cantieri sia nel cuore della città che fuori. «Più squadre hanno fatto sopralluoghi, soprattutto nelle chiese e nelle scuole – commenta l’assessore alla ricostruzione, Roberto Ganzerli – voglio rassicurare la popolazione: stiamo monitorando tutte le zone sensibili e finora non abbiamo sentito di nessun danno».
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