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La storia dei Longobardi attraverso i reperti recuperati

SPILAMBERTO. I Longobardi, popolo che nell’alto Medioevo ha lasciato consistenti tracce di sé anche in territorio spilambertese, saranno protagonisti questa sera a Spilamberto, per la prima di due...

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SPILAMBERTO. I Longobardi, popolo che nell’alto Medioevo ha lasciato consistenti tracce di sé anche in territorio spilambertese, saranno protagonisti questa sera a Spilamberto, per la prima di due conferenze della rassegna “Il confine che non c’è: Bolognesi – Modenesi uniti nelle terre di mezzo”. Alle 20,30, presso lo spazio eventi Famigli di viale Rimembranze, Paolo de Vingo dell’Università di Torino parlerà di "Conquista, stabilizzazione e costruzione del potere in Emilia Romagna attraverso la necropoli longobarda di Spilamberto", illustrando gli esiti delle nuove indagini sugli oggetti simbolo del potere, rinvenuti nella necropoli longobarda di Ponte del Rio a Spilamberto. L’iniziativa, oltre che rendere pubblici dati inediti di valore scientifico,rilancia l’interesse per questo tesoro per il quale l’amministrazione comunale di Spilamberto sta mettendo a punto un progetto per l’esposizione al pubblico. Altro appuntamento è mercoledì prossimo, sempre alle 20,30 allo spazio Famigli. Gianluca Bottazzi dell'Università di Parma illustrerà come la presenza di un confine e l'antica viabilità lungo le rive del Panaro abbiano favorito scambi economici e culturali tra Bizantini e Longobardi. (m.ped.)

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