Lo sponsor John in Emodinamica
I 5mila euro finanziati da un estraneo che entra in sala operatoria
È il 14 febbraio 2013 ed è in corso un’esercitazione chiamata “D Day” con teoria, pratica e videoriprese delle procedure sui pazienti ai quali erano applicati prodotti di una ditta. È uno dei tanti casi citati dal giudice Andrea Romito nelle motivazioni della sentenza di condanna della professoressa Maria Grazia Modena. L’evento - un incontro didattico con una sponsorizzazione di 5mila euro - viene dissezionato criticamente. Primo elemento che stona: la richiesta di sponsorizzazione arriva dalla E2c, la onlus della quale erano soci Sangiorgi e la Modena, i medici coinvolti nel seminario clinico. Il testo laconico dell’annuncio e l’invio dell’Iban dimostrano già un accordo raggiunto. Secondo aspetto: durante le riprese video si vede John, esponente della azienda biomedicale, lo stesso che ha trattato il finanziamento di 5mila euro disposto dalla E2c.
Ma sui conti della onlus si trovano altre cifre, mentre si capisce che ci sono stati altri pagamenti. D’altra parte Sangiorgi fa ampi riferimenti a sperimentazioni passate con apparecchi della stessa azienda. Il giudice ne conclude, dopo una disamina, che è indubitabile che sia avvenuto un finanziamento illecito. Cita anche un collega della Modena quando riferisce che John aveva pesino una divisa per entrare nella sala di Emodinamica e che la Modena lo conosceva personalmente e lo salutava.
Esisteva quindi un patto corruttivo con l’impresa biomedicale, scrive il giudice. E la tesi secondo la quale la Modena ignorava che queste somme fossero solo una parte porta, secondo Romito, a conclusioni insostenibili.
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