Sisma.12 ascoltata in Commissione
A Roma denuncia: «Ecco i veri numeri della ricostruzione tra errori e sprechi»
I terremotati estromessi “completamente dal processo decisionale della ricostruzione”. Poi la “volontà di ben figurare, da parte di quanti questa ricostruzione hanno governato, circostanza che ha fatto sì che la struttura commissariale abbia “narrato” una ricostruzione più affine ai suoi desiderata che alla realtà, e non abbia mai ammesso la criticità di alcune situazioni rendendo impossbile la soluzione dei problemi”. È evidenziando queste tematiche di carattere generale e di interesse collettivo che l'associazione Sisma.12 è stata ricevuta presso la Commissione parlamentare per la semplificazione, a Roma, proprio il giorno prima delle nuove scosse che hanno rianimato la paura nella Bassa.
Sisma.12, l'associazione di cittadini terremotati che ha combattuto battaglie per la legalità e l'equità, ha ringraziato la Commissione parlamentare, per avere promosso l'opportunità di una audizione, suggerendo l'urgente necessità di una legge che sottragga a protagonismi la gestione delle calamità. Il documento consegnato nelle mani dei parlamentari che hanno “audito” la delegazione parte dallo “Stato della ricostruzione”, evidenziando come “siano stati diffusi dati approssimativi, in quanto manca un metro chiaro da utilizzare nella diffusione dei dati”. Secondo Sisma.12 “la ricostruzione è così ben lontana da quel 50% di cui tanto si parla. Andiamo verso i quattro anni dal sisma e sui 14.065 edifici coinvolti nella ricostruzione i lavori risultano conclusi per 2803, quindi siamo attorno al 20%”. Sisma 12 ha mosso rilievi anche nella gestione delle famose schede Aedes, così come sulle continue ordinanze emanate per la gestione della stessa ricostruzione: “Al 15 settembre - scrive la relazione - erano state emesse 385 ordinanze dal commissario delegato, con relativi decreti e linee guida. Con una normativa che ne è derivata, a danno di cittadini e tecnici “estremamente fluida”. L'associazione si sofferma anche su tempistiche e sanzioni. Sottolineando che “i cittadini sono stati spesso puniti per ritardi di un solo giorno rischiando fino alla perdita del diritto al contributo. Per contro, la eventuale richiesta di chiarimenti all'Help Desk della Regione comporta tempi di risposta quantificabili in mesi, risposte peraltro confinate a meri valori consultivi in quanto l'ultima parola dipende sempre dall'ufficio tecnico comunale”.
Criticata anche “la scelta dei Map, costruiti con un enorme spreco di denaro pubblico, soldi che potevano essere utilizzati per alloggi e appartamenti più confortevoli e che hanno comportato per gli stessi cittadini esborsi spropositati con le famose maxi bollette”. Sisma 12 fa anche i conti sul costo preventivato della ricostruzione (quella privata) e sulle cifre disponibili. Per cui tra l'altro, si può dedurre che serviranno “circa 12 anni per terminare la ricostruzione privata”.
Considerazioni critiche anche sui Sal, i saldi parziali e definitivi dei lavori che si eseguono, la cui metodologia facilita il blocco dei lavori e la crisi delle imprese.
Impietosa, ma altrettanto realistica, la valutazione sugli uffici tecnici comunali, “che richiedono non una, non due, ma numerose integrazioni ai progetti, allungando sistematicamente i tempi. Non solo: i tecnici dei singoli comuni, hanno voluto conservare il potere di decidere, marginalizzando i tecnici assunti con contratti interinali, che peraltro mancano quasi sempre di esperienza. Con il risultato di un estenuante collo di bottiglia prima di autorizzare i lavori”. “Ora - è l’auspicio di Sisma.12 - la commissione potrà fare proprie queste considerazioni, in vista di una legge che sia veramente attenta alle esigenze dei cittadini”.
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