Gazzetta di Modena

Modena

la polemica sulla mostra al mata

Cavazza: «I visitatori sono di più»

Dopo le accuse di Forza Italia Mazzoli attacca: «Politica penosa»

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Il comune di Modena corregge Forza Italia e rispedisce al mittente le sue critiche culturali. Se ieri Andrea Galli, il capogruppo dei consiglieri comunali azzurri, aveva stimato al massimo 5.000-6.000 visitatori alla discussa mostra “Il manichino della storia” allo spazio Mata, di qui alla chiusura del 31 gennaio, la giunta Muzzarelli para e rilancia. La mostra inaugurata il 18 settembre, sono i numeri riportati dal l'amministrazione, nel primo mese di apertura è stata vista da 8 mila 626 persone: 6mila 331 sono quelle che l'hanno visitata nei giorni (appena tre, dal 18 al 20 settembre scorsi) del Festivalfilosofia, 2mila 295 nelle quattro settimane successive fino a domenica 18 ottobre.

Al di là dunque dell'evidente traino del festival, l'assessore alla cultura Gianpietro Cavazza, tirato in ballo ieri dai berlusconiani, taglia corto: «Mi dispiace per chi ha dedicato tempo ed energie a carpire dati che, certificati dall'uso di contapersone e biglietti, potevano semplicemente essere richiesti». In ogni caso, «mi pare presto per decretare flop e fallimenti e non sono particolarmente preoccupato per la richiesta di dimissioni post datata che annuncia Forza Italia, un partito alla ricerca di visibilità», contrattacca il vicesindaco. In ogni caso, rimarca il concetto il vicesindaco, «il Manichino curato da Richard Milazzo rappresenta un'occasione unica per ammirare opere che fanno parte di collezioni private e non credo debba essere il numero di visitatori l'elemento principale per qualificare il valore di un'iniziativa».

Tra l'altro, aggiunge Cavazza sui concetti di visibilità e expo applicati all'esposizione al Mata: «Consapevoli di inserirci in una storia di attenzione e divulgazione dell’arte contemporanea già viva in città, dove galleria civica e fondazione fotografia sono attori qualificati che hanno dimostrato negli anni capacità e competenza, abbiamo colto l'occasione di expo e di risorse aggiuntive- insiste il vicesindaco- dovute al vento favorevole di un territorio che ha incominciato a muoversi davvero in un'ottica di sistema».

Secondo chi il cavallo l'ha portato in città e alla fine l'ha addirittura comprato, Emilio Mazzoli dell'omonima galleria di via Nazario Sauro, promotore del “Manichino”, le cose stanno diversamente. Dalla galleria, così come in comune, confermano che “il cavallo di Modena”, con le due nicchie sui fianchi contenenti la trivella e la testa reclinata, è stato concepito e fuso in bronzo proprio per la città che lo ospita.

Nel frattempo, Mazzoli ne approfitta per replicare a Baldi e Fi sul “Manichino” dopo essere stato, di nuovo, chiamato in causa: «Sono 50 anni che mi occupo di gallerie e mostre, sono desolato di abitare in una città del genere. La politica a questo livello è una pena».

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