Debutto super della Ferrari a Wall Street
Dopo il volo in avvio le vendite si sono assestate attorno a quota 56. Pesanti perdite a Piazza Affari per Fiat Chrysler
Ferrari grande protagonista nel giorno del debutto alla Borsa di Wall Street a New York, che era vestita di rosso per l'occasione. I titoli della società di Maranello in avvio hanno raggiunto addirittura la quotazione di 60 dollari per azione, arrivando a salire fino a quasi 61 dollari, con un aumento del 17% rispetto ai 52 dollari che erano stati fissati dall'Ipo, l’offerta di acquisto.
A metà giornata il titolo Ferrari si è assestato su rialzi meno sostenuti - più 8,22% a 56,24 dollari - che è il livello su cui ha poi trovato stabilità, dato che a un'ora dalla fine degli scambi il titolo segnava un +8,38% a 56,3 dollari.
Al balzo di Ferrari ha fatto da contraltare il dato notevolmente negativo di Fiat Chrysler Automobiles, che a Piazza Affari ieri ha ceduto il 5,27% chiudendo a 13,47 euro .
A New York John Elkann, Sergio Marchionne e Piero Ferrari non hanno nascosto l'emozione per una giornata storica, con una decina di “Rosse” parcheggiate fuori dal New York Stock Exchange e cappellini e giacche rosse che circolavano dovunque. Ferrari raccoglie più di 900 milioni di dollari vendendo 18,8 milioni di azioni, per una valutazione da 10 miliardi di dollari.
«Il mondo è grande e ci sono enormi opportunità per Ferrari», ha detto il presidente Sergio Marchionne. Con la quotazione «iniziamo a capire il vero potenziale» del marchio, che può espandersi in «campi che sono correlati all'auto e che possono farla crescere, sempre in Italia e sempre con italiani. Ora dobbiamo continuare a fare bene quello che facciamo, e vincere in Formula 1, che è una cosa importantissima» ha detto ancora Marchionne, scherzando su cosa cambierà per Fca dopo la quotazione di Ferrari.
«Continuiamo a fare le vetture senza avere la possibilità di appoggiarci, perlomeno come immagine, su un marchio di questo calibro. Torniamo a essere gli sfigati dell'auto».
Marchionne ha voluto mettere poi in guardia dall'impatto del caso Volkswagen che «andrà a cambiare la dinamica del mercato».
Soddisfatto dell'operazione Ferrari anche John Elkan, che ha suonato la campanella insieme a Marchionne. La quotazione è un primo passo per Ferrari verso una «vita propria. Non c'è dubbio che l'Italia ha sempre avuto un grande appeal nel mondo per quello che sa fare bene. E Ferrari ne è una forte prova» ha affermato Elkann, mentre centinaia di persone sostavano a contemplare le Ferrari esposte e rubare alcuni scatti con i vertici della grande azienda di Maranello. «Siamo di Reggio Calabria, si faccia una foto con noi» ha detto un turista italiano al presidente di Fca. Elkann si è prestato alla foto sorridendo, con il suo maglioncino rosso Ferrari e la spilletta coordinata. A chi gli chiedeva come vedesse Marchionne anche nel ruolo di amministratore delegato alla guida di Ferrari, Elkann ha risposto: «Lo è» ha risposto.
Secondo alcuni operatori, il calo di Fca è legato anche al fatto che l'Ipo sancisce un passo cruciale nel futuro scorporo della Ferrari dalla stessa Fca (cosa che avverrà a gennaio) e in prospettiva alla definitiva uscita del Cavallino rampante dal perimetro del gruppo. Infine nel passaggio a vuoto in Borsa di Fca non vanno sottovalutati altri due fattori: molti hanno voluto realizzare (Fca era a +30% da fine settembre) e l'attesa per il referendum sul nuovo contratto di lavoro in Usa. Scarso, invece, l'impatto positivo sulle quotazioni in Borsa di Fca della sentenza Ue sugli aiuti fiscali da 20-30 milioni che dovrà restituire al Lussemburgo, visto che il mercato stimava una cifra attorno a 200 milioni.
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