Pediatria, fiabe africane e laboratori grafici
Policlinico, libro realizzato con bimbi audiolesi alla base di due giorni di disegni con i piccoli ricoverati
Il reparto pediatrico del Policlinico apre le porte a un progetto per i suoi piccoli pazienti.
Presso lo Spazio Scuola e Spazio Incontro dell'ospedale, i bambini ricoverati avranno modo di conoscere meglio il mondo che li circonda: diversità, accettazione e sano divertimento prenderanno quindi vita attraverso due giornate di laboratori grafico-pittorici.
L'iniziativa, presentata ieri mattina nel reparto di Pediatria, si basa sul volume “Fiabe del Silenzio” di Marcello Valli e con illustrazioni di Maria Pia Federici. Alla base la sua esperienza presso un centro africano per sordomuti. I giorni passati insieme ai bambini sordi e alla loro contagiosa voglia di vivere, hanno infatti indirizzato l'autore piemontese verso una strada nuova. «Con il Rotary Club di Gattara- ha raccontato Valli - siamo andati al centro Eiffatà di Saaba in Burkina Faso per tutt'altra ragione. Il libro è stato un effetto collaterale. Lì, ci siamo resi conto che per i bambini sordi eravamo noi quelli diversi, ma cercavano comunque di aiutarci sempre. Ci indicavano dove erano i posti, il bagno, dove prendere l'acqua. Erano loro ad aiutare me e mi raccontavano della loro realtà. È così che siamo arrivati alle fiabe».
Lo speciale legame creatosi nel centro per sordomuti africano si è quindi tradotto in un libro illustrato per ragazzi, di cui 30 copie sono appena state donate al Policlinico di Modena per allietare i bambini malati. Ma non solo, come ha tenuto a precisare la otorinolaringoiatra Elisabetta Genovese durante la conferenza stampa. «L'esperienza del laboratorio - dice - verrà vissuta sia dai bambini dell'ospedale che da quelli fuori, in modo che si crei uno spazio di condivisione che insegni a tutti qualcosa».
L'intento di medici e insegnanti che hanno aderito, tra cui il direttore di Pediatria Lorenzo Lughetti, è infatti quello di non isolare i pazienti e di proporre attività che siano il prolungamento della loro vita fuori dalle mura ospedaliere, tanto quanto quello di educare i giovani studenti ad accettare tutte le diversità che il mondo propone. Come ha spiegato lo stesso Valli, «spesso chi porta un handicap, ad esempio quello della sordità, non se ne rende conto finché non incontra chi invece è in grado di sentire».
La realtà dei bambini, soprattutto dei più piccoli, è fatta anche d'incomprensioni e giochi cattivi. Per questo nascono iniziative come quella del Policlinico di Modena, per ricordare a tutti che in fondo ci si diverte allo stesso modo, che si sia malati o meno. Il laboratorio grafico- pittorico del reparto pediatrico, mediante colori, maschere, ritagli e letture, pone tutti i bambini sullo stesso piano, alla riscoperta di una diversità che arricchisce.
Silvia Nicoletti
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