Bus, Seta paga un milione a Holacheck per i controlli
La società privata fa le verifiche sui viaggiatori: «Più multe? No più abbonamenti» Evasori scesi al 7,9% . Donati 20 defibrillatori alle società e agli impianti sportivi
Dopo tre anni di lavoro nuova sede in via Scaglia 33 e brindisi per Holacheck, la società mista con capitale pubblico e privato che gestisce dodici dipendenti per controllare i passeggeri sui mezzi pubblici e verificare che abbiano pagato biglietti e abbonamenti.
Ma al loro fianco ce ne sono molti altri nelle tre province in cui opera Seta, socia al 40%) e nel resto dell’Emilia Romagna, che è diventata la roccaforte dell’azienda, operativa dal 2013 e con la sede ben radicata nella nostra città, a parte alcune commesse in Lombardia.
«In due anni siamo passati da due a 130 dipendenti, quasi tutti assunti a tempo indeterminato - dice orgoglioso Sergio Putzolu, amministratore di Holacheck - Nel 2014 abbiamo controllato quasi 190 mila mezzi e oltre 2,3 milioni di passeggeri. Il nostro obbiettivo prioritario è quello di effettuare una forte azione di contrasto all’evasione tariffaria con una capillare azione di contrasto». A supporto di questa tesi porta come risultati l’aumento degli abbonamenti a cominciare dalle zone servite da Tper: + 23% dal 2011 al 2014 e + 36% sui mezzi di Seta nelle tre province di Modena, Reggio e Piacenza». In ogni caso nei territori dove opera Seta il rapporto controlli/sanzioni è del 7,9% contro il 9,2% del totale Holacheck.
Per festeggiare l’ampliamento delle attività Holacheck ha deciso di donare venti defibrillatori ad altrettante società sportive e palestre modenesi; in totale un terzo di quelle necessarie secondo il piano del Comune per mettere in sicurezza, dal punto di vista cardiologico, gli impianti sportivi cittadini.
Al suo fianco il sindaco Muzzarelli e il presidente di Seta, Vanni Bulgarelli, annuiscono convinti. «Non si tratta di fare guerre a chi viaggia ma di fermare i furbetti che fanno ricadere sulla collettività i costi dei loro viaggi» ha detto in buona sostanza il primo cittadino.
I clienti di Holacheck però sono, inevitabilmente, tutti pubblici e, ovviamente, finanziati con capitali pubblici visto che le risorse statali e regionali coprono i costi al 70% e più. Oltre Seta, ci sono le società di trasporto pubblico locale dell’Emilia Romagna: Tper (Bologna, Imola e Ferrara), Start (Romagna). C’è pure l’espansione lombarda con Autoguidovie Italiane (Milano e Monza), Line e Star (Lodi e Pavia). Su un bilancio di poco superiore ai 4 milioni Seta da sola realizza un quarto del fatturato, un milione in tutto.
Poco più della metà è pagato, secondo Holacheck, come contributo fisso; il resto arriva da una quota delle multe effettivamente versate nelle casse di Seta entro 60 giorni dal verbale. Una situazione che ha sempre visto la contestazione dei dipendenti Seta: «La grande maggioranza di viaggiatori senza biglietto sono stranieri senza documenti - dice la Faisa Cisal - A chi notificano i verbali?»
«Una ragazza con abbonamento annuale da 500 euro - esemplifica il segretario Rendace - è stata multata per non aver obliterato il viaggio. Dov’è l’evasione visto che ha pagato per tutto l’anno?» Su questo Putzolu è irremovibile: «Il nostro compito non è interpretare la legge ma applicarla. Se il viaggiatore non è soddisfatto faccia reclamo a Seta».
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