Cavone, attive le trivelle: «Col sisma non c’entrano»
Mirandola, dopo il terremoto di martedì si riaprono le discussioni sull’estrazione di olio. Ci sono discrepanze sulla magnitudo che sale a 3,8. ma l’azienda rassicura tutti
MIRANDOLA. Il terremoto di martedì ha riacceso la coscienza critica della Bassa ferita. Basta farsi un giro sui social network per registrare lo sfogo di centinaia di cittadini ormai smarriti, ancora alla ricerca di una causa dell’incubo che dal 2012 si rinnova quasi puntuale. E se allora fu il deposito gas di Rivara, che per molti era addirittura già stato realizzato, da un anno il dito è puntato sulle operazioni di estrazione di olio nei pozzi del Cavone.
LE COMMISSIONI Le trivelle, che tanta sensibilità hanno tra i terremotati, sono divenute fonte di discussione anche alla luce di quel parere interlocutorio della prima commissione internazionale, capace di sancire come “non si può escludere che” il sisma potesse essere anche stato innescato dai lavori al Cavone. Da lì era stata istituita una nuova commissione, che dopo aver assolto scientificamente i pozzi della Bassa aveva comunque di fatto imposto il continuo monitoraggio dell’area. E allora ecco che le analisi diffuse direttamente dal progetto condiviso da Regione Emilia Romagna, ministero dello Sviluppo Economico, Assomineraria e Padana Energia possono fare un po’ di chiarezza, almeno per chi vuole ragionare sui numeri.
LE TRIVELLE Primo aspetto: i lavori di estrazione di olio al Cavone e di reimmissione di acqua non si sono mai fermati, adeguandosi soltanto alle richieste degli scienziati nel periodo di analisi e monitoraggio quotidiano. Ma da tempo il lavoro è ripreso a pieno regime.
Secondo aspetto: il pool di istituzioni e azienda, nel report del trimestre aprile-giugno (quello di luglio-settembre non è ancora disponibile), spiega come si siano registrati otto eventi sismici, il più alto di magnitudo 2 del 19 maggio. Ma con una serie di grafici e comparazioni Padana Energia arriva a dire che “non è possibile identificare alcun andamento comune tra la sismicità e le attività produttive; l’evoluzione spaziale degli eventi sismici registrati rispetto al tempo non evidenzia in alcun caso la tipica migrazione della sismicità verso aree via via più lontane”. Traducendo: non c’è collegamento tra le scosse e l’aumento di estrazione o iniezione.
LE SCOSSE Punto terzo: magari poco importa perché la paura e la reazione di sconforto sarebbero state le medesime, ma la magnitudo di martedì non coincide tra le rilevazioni dei sismografi di Ingv, che si sono fermati a 3,5 e quelle della rete microsismica che monitora soltanto la vasta area della concessione Mirandola, in cui si concentrano i numerosi pozzi del Cavone. Lì si è arrivati a registrare un picco di magnitudo di 3,8.
Francesco Dondi
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