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Cgil dura su concorso Ausl «Serve trasparenza totale»

Cgil dura su concorso Ausl «Serve trasparenza totale»

Il sindacato, estraneo alla mail spedita per errore, chiede alla direzione generale chiarezza sulle modalità delle gare interne e di perseguire eventuali responsabili

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Massima trasparenza nei concorsi, anche quelli interni all’azienda sanitaria. Basta con recriminazioni e difese d’ufficio da parte della Cisl che indeboliscono i sindacati e l’intero pubblico impiego. La reazione della Cgil al pasticciaccio della mail che non doveva essere spedita è affidata al responsabile modenese della Funzione pubblica, Anna Paragliola. La sindacalista ripercorre la ormai notissima vicenda della mail spedita per errore da una sua collega del Cisl a migliaia di dipendenti dell’Ausl di Modena che hanno trovato un allegato estraneo: una nota privatissima di un sindacalista Cisl della rsu Ausl che chiedeva rassicurazioni su un concorso interno per il coordinatore della Medicina penitenziaria, posto che definiva “mio”. Dopo giorni di polemiche, l’Ausl ha fatto sapere di non aver solamente sospeso la gara interna (lo ha fatto subito con un telegramma agli otto partecipanti) ma di aver presentato l’esposto in Procura per fare chiarezza.

Amaro il commento della Cgil dopo gli indignati commenti pubblicati sui social network: «In un momento così difficile per il mondo del lavoro pubblico, in un periodo dove spesso le cose e gli eventi vengono facilmente generalizzati e strumentalizzati, i messaggi che rischiano di uscire sono devastanti: “tutti i concorsi pubblici sono truccati”, “tutte gli Rsu usano la propria posizione per avvantaggiarsi personalmente”, “tutti i sindacati sono marci».

Per questo motivo la Cgil, anche se assolutamente non coinvolta nella vicenda, pone due punti fermi nella discussione.

Innanzitutto, «l’Ausl deve garantire massima trasparenza, deve garantire chiarezza in ogni aspetto. A partire dall’operato delle commissioni di concorso. Se ci sono responsabilità, come chiaramente adombrato nella e-mail, queste debbono essere acclarate e perseguite. In caso contrario, va tutelata l’onorabilità dei componenti. L’unica cosa che non può essere è che rimanga l’ombra di un sospetto. I fatti, belli o brutti che siano, debbono essere chiariti a tutti».

Secondariamente, «al di là di improbabili difese e di fantasiose richieste di risarcimento per danno di immagine, anche tutti i sindacati coinvolti in questa vicenda debbono garantire la necessaria trasparenza, e nel caso garantire analoga assunzione di responsabilità. Perché, pur senza entrare nelle vicende interne di altre organizzazioni, i sindacati sono da sempre nel nostro Paese presidio di democrazia e di legalità, perché di sindacato in questo momento c’è bisogno più che mai: e quindi nessuna ombra, nessun sospetto può essere accettabile. Perché, se così fosse, tutti sarebbero un po’ meno credibili»

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